IN QUESTO NUMERO

SELF – SERVITO: GAP DEL PREZZO GIÀ SALITO DI 2 CENT/LITRO

Sembra, dunque, che si sia avviata una bella garetta a chi «fa peggio» sul prezzo del servito: quanto questa sia una tendenza irreversibile o stagionale, suscettibile solo di crescere o anche di scendere, si vedrà nel seguito. Sta di fatto che è già avvenuta pressoché generalmente – sia pure con solo due eccezioni, si ribadisce -.
Quanto ad ENI, l’aumento della «forchetta» è già avvenuto ed ora rischia pure di raddoppiare.

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A GIUGNO FIAMMATA DEI CONSUMI: +8,22 %

Dopo la botta negativa di maggio [- 3,00 % e 107 milioni in meno tra benzina e gasolio sul maggio…

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Nota informativa
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LEGGE CONCORRENZA: DI TUTTO UN PO’

<> on April 16, 2013 in Rimini, Italy.

Riproduciamo [per gentile concessione] , con integrazioni, l’articolo di QUOTIDIANO ENERGIA che commenta la presentazione degli emendamenti al disegno di legge sulla concorrenza, attualmente in discussione al Parlamento, nel quale sono contenuti anche aspetti normativi per il settore della distribuzione dei carburanti.

<< Dalla soppressione secca della rimozione dell’obbligo del terzo carburante per i nuovi impianti, al suo mantenimento con modifiche, fino alla proposta unitaria del settore petrolifero per la razionalizzazione della rete carburanti (con qualche piccolo aggiustamento) [si tratta della proposta unitaria ristrutturazione, il cui documento è stato pubblicato su Figisc Anisa News N. 15 del 16.04.2015], passando per la richiesta di soppressione del vincolo di esclusiva per l’approvvigionamento di carburanti.

Sono tanti e disparati [e ripetitivi, aggiungiamo] gli emendamenti dei deputati all’articolo 22 del Ddl concorrenza. In molti casi sono stati però dichiarati inammissibili.

Ma andiamo con ordine, soffermandoci alle sole proposte relative all’articolo 22.

Sette identiche di partiti di maggioranza e opposizione (22.1 – firmato anche da Luca SQUERI -, 22.2, 22.3, 22.4, 22.5, 22.6 e 22.7) chiedono la cancellazione dell’intero articolo che prevede l’eliminazione della presenza obbligatoria di un terzo prodotto per l’apertura di un nuovo impianto carburanti. Gli emendamenti 22.8 Crippa, 22.9 e 22.10 Vignali, gli identici 22.12 Vignali, 22.13 Abrignani e 22.14 Galperti riscrivono invece l’articolo.

La proposta unitaria del comparto oil [sottoscritta da Faib, Fegica, Figisc, Assopetroli, Unione Petrolifera, Consorzio Grandi Reti e sulla quale è stato fatto appello a non modificarla] è contenuta nell’emendamento 22.15 Benamati con piccole differenze: ad esempio in caso di chiusura di un impianto il titolare ha, in base alla proposta Benamati, 10 giorni di tempo – 30 giorni per il testo del settore petrolifero – per comunicare al Comune l’avvio delle procedure di dismissione delle strutture. Gli emendamenti Piso 22.16 e 22.17 riportano invece solo la parte della proposta relativa a anagrafe impianti e incompatibili. La cancellazione del vincolo di esclusiva è contenuta nella proposta 22.07 Fantinati [e altri].

Nel fascicolo anche emendamenti per l’inserimento di articoli aggiuntivi dopo il 22, tra cui una serie di Crippa: 22.01 sugli impianti idroelettrici, 22.04 sui contatori elettronici, 22.05 per la soppressione del capacity payment.

Del pacchetto relativo all’articolo 22 non hanno passato il vaglio di ammissibilità per estraneità di materia le proposte 22.18 Sanna sulle autorizzazioni dei depositi costieri di Gnl, 22.22 Piso che chiedeva ai titolari di licenze per gli impianti di distribuzione carburanti di trasmettere trimestralmente al Mise dichiarazioni su provenienza e quantitativi delle forniture dei prodotti acquistati per la vendita sul proprio impianto [un vero peccato sia stato dichiarato inammissibile!].

La prossima settimana le commissioni Finanze e Attività Produttive della Camera dovrebbero iniziare le votazioni sui testi e, se resterà confermata l’intenzione di chiudere l’esame in sede referente prima della pausa estiva, è facile immaginare che i lavori si concentreranno sugli emendamenti segnalati dai gruppi. Oltre ovviamente a quelli dei relatori di cui si attende presentazione.>>

Per consultare e/o scaricare gli emendamenti, il testo dei quali è riprodotto nell’allegato file pdf CLICCARE sul seguente titolo:

EMENDAMENTI DDL CONCORRENZA

SELF – SERVITO: GAP DEL PREZZO GIÀ SALITO DI 2 CENT/LITRO

SELF – SERVITO: GAP DEL PREZZO GIÀ SALITO DI 2 CENT/LITRO

Tocca ritornare sui propri passi: si pensava nel numero scorso di aver chiuso la serie di articoli sui prezzi, ma purtroppo bisogna ritornarci sopra [né sarà, temiamo, l’ultima volta].

Destando preoccupazione la notizia – trapelata al di fuori di ogni concertazione tra le parti [come ormai d’ordinario] – che ENI abbia deciso di variare «nei prossimi giorni a propria discrezione… in modo generalizzato su tutti gli impianti di proprietà, il differenziale tra il prezzo consigliato “iperself” e quello “più servito”, fissato [o forse, meglio dire, ipotizzato!]….al momento della concreta applicazione dell’Accordo collettivo sottoscritto in data 19.12.2014 », vediamo come stanno GIÀ davvero le cose.

Più che di una cosa prossima ad accadere, è una cosa già bellamente avvenuta e non riguarda solo il marchio del cane a sei zampe: da metà febbraio a metà luglio il gap del prezzo tra modalità «self» e modalità «servito» per gli impianti «colorati» è, in media ponderale, aumentato di +2,0÷2,3 cent/litro.

Il dato emerge confrontando i soliti dati dei prezzi nazionali, rilevati giornalmente dall’Osservatorio prezzi del Ministero per il periodo 17 febbraio – 16 luglio di quest’anno: la prima spia, infatti, rivela che i prezzi in modalità «self» sono aumentati per la benzina nell’ordine di un +5,87 % e per il gasolio di un +0,31 %, ma quelli in modalità «servito» sono aumentati di un punto, un punto e mezzo percentuale in più [+6,89 % per la benzina e +1,95 % per il gasolio].
Andando ad approfondire la questione con il controllo dei prezzi medi nazionali per prodotto, modalità di servizio e marchio, il gap di prezzo tra le due modalità risulta, nella media mensile, così aumentato da febbraio a luglio:

Media mensile del gap tra prezzo «servito» e «self» e variazione tra luglio e febbraio
Benzina – Euro/litro

benzina delta

Media mensile del gap tra prezzo «servito» e «self» e variazione tra luglio e febbraio
Gasolio – Euro/litro

gasolio delta

Q8 è passata da 0,102 a 0,159 euro/litro di differenza sulla benzina, con un aumento di +0,057, da 0,105 a 0,159 di differenza sul gasolio, con un aumento di +0,054;
ex SHELL va da 0,065 a 0,100 euro/litro di differenza sulla benzina, con un salto di +0,035, da 0,069 a 0,106 di differenza sul gasolio, con un incremento di +0,037;
API IP registra un aumento della differenza di +0,023 euro/litro sulla benzina, da 0,089 a 0,113, sul gasolio da 0,093 a 0,120 la differenza è aumentata di +0,027 euro/litro;
ESSO è passata da 0,063 a 0,079 euro/litro di differenza sulla benzina, con un aumento di +0,016, da 0,065 a 0,089 di differenza sul gasolio, con un aumento di +0,024;
TOTALERG registra un aumento della differenza di +0,018 euro/litro sulla benzina, da 0,053 a 0,071, sul gasolio da 0,054 a 0,069 la differenza è aumentata di +0,015 euro/litro;
AGIP ENI va da 0,083 a 0,099 euro/litro di differenza sulla benzina, con un salto di +0,016, da 0,083 a 0,099 di differenza anche sul gasolio, con un incremento ancora di +0,016;
TAMOIL registra un aumento della differenza di solo +0,006 euro/litro sulla benzina, da 0,040 a 0,046, sul gasolio da 0,041 a 0,046 la differenza è aumentata di solo +0,005 euro/litro.

Mentre nell’ambito dei NO-LOGO non si colgono variazioni [la differenza tra prezzo «servito» e «self» è rimasta inalterata a 0,025 euro/litro per la benzina e praticamente anche per il gasolio (da 0,026 a 0,027, con un solo millesimo incrementale)], la media ponderale degli impianti COLORATI registra un aumento di +0,020 euro/litro per la benzina [da 0,074 a 0,094 euro/litro] e di +0,023 euro/litro per il gasolio [da 0,075 a 0,098].

Grafico andamento gap «servito» «self» – Impianti «colorati»

grafico benzina

Grafico andamento gap «servito» «self» – Impianti «no-logo»

grafico gasolio

Accertato che,

1) almeno dalla fine della seconda decade di maggio, la differenza di prezzo tra le due modalità – con le sole eccezioni dei no-logo e nell’ambito dei «colorati» della sola Tamoil – sta salendo e si colloca sopra la media del periodo di studio;
2) c’è chi ha accelerato in misura doppia-tripla rispetto ad altri competitors [è il caso di Q8 e di ex Shell rispetto alla media degli altri marchi (esclusa Tamoil)];

rimane il fatto che le differenze di prezzo tra le due modalità di servizio assumono oggi un valore medio ponderato dei marchi petroliferi attorno ai 10 cent/litro [con punte massime di 16 cent/litro, come nel caso Q8, e minime di 5 cent/litro, come nel caso Tamoil].

Inutile far notare, o ripetere sino alla noia, le solite cose, e cioè che:

1) simili differenze non hanno alcun menomo fondamento riferibile ad un supposto maggior costo del servizio rispetto al self tale da influenzare così significativamente il prezzo finale;
2) queste differenze di prezzo trascendono di più volte l’intero margine riconosciuto al gestore ed ancor di più volte il margine incrementale riconosciuto per le vendite in «servito» rispetto a quello riconosciuto per le vendite in «self»;
3) al gestore viene affidato l’incredibile ed assurdo compito di vendere prodotto ad un prezzo di 10-12-16 cent/litro superiore a quello del «self» con l’incentivo di portarsi a casa si e no un decimo di tale importo e sotto l’àlea che ogni giorno possa aumentare il differenziale e, quindi, le difficoltà a fare erogato in base a vendite sul «servito»;
4) differenze di prezzo di tali entità e con un trend in incremento sono solo e nient’altro che funzionali alla esigenza delle aziende petrolifere di «fare cassa», ossia di marginare di più – comunque facendo identificare nel gestore la causa della differenza di prezzo -, anche se ciò rischia di far vendere di meno.

Invece, forse, sarà bene osservare/ricordare che:

a) nessuna clausola espressa [cioè «scritta» e non solo «orale» (cioè anche ragionata, ma non puntualmente trasposta in atti)] nei più recenti accordi aziendali gestori-compagnie [ESSO, ENI, Q8 e, da ultimo, TOTALERG] stabilisce «quale/quanto» sia il delta stabile o massimo tra prezzo «self» e prezzo «servito» [e, per la verità, non è proprio sempre stato così in passato!] e ciò – oltre a spiegare che le aziende non si impegnano sulle politiche di prezzo in modo netto e durevole e che le cose dette qualche mese prima non sono ritenute vincolanti qualche mese dopo e che dipende da quanto tempo prima si è detto e da cosa [basti pensare a quanto è durata la trattativa per l’accordo ENI] – rende praticamente assai poco gestibili le problematiche negative derivanti per i gestori da usi eccessivamente spregiudicati da parte delle compagnie dello spread del prezzo;
b) le differenze ponderate medie [cioè tagliando via i minimi ed i massimi] tra prezzo «self» e prezzo «servito» dei marchi petroliferi oggi riscontrabili «fanno scopa», ossia coincidono, guarda caso, con quelle raggiunte con il famoso iperself di ENI di vecchia generazione: segno che nulla in realtà è cambiato sul fronte dei prezzi [forse che i 10÷12 cent/litro di iperself erano dovuti al minor costo del gestore rispetto al prezzo sul «servito»?] e che se un cambiamento c’è – e va assolutamente sottolineato! – esso è sul fronte del margine del gestore, ed è rappresentato quanto meno dato dal fatto che il gestore non deve ancora mettere quote del suo margine per sostenere lo sconto sul self [sul quale, peraltro, il suo margine è stato ridotto].

Sembra, dunque, che si sia avviata una bella garetta a chi «fa peggio» sul prezzo del servito: quanto questa sia una tendenza irreversibile o stagionale, suscettibile solo di crescere o anche di scendere, si vedrà nel seguito. Sta di fatto che è già avvenuta pressoché generalmente – sia pure con solo due eccezioni, si ribadisce -.
Quanto ad ENI, l’aumento della «forchetta» è già avvenuto in silenzio ed ora rischia – magari meno in silenzio – di raddoppiare.

[G.M.]

A GIUGNO FIAMMATA DEI CONSUMI: +8,22 %

laterizi

Dopo la botta negativa di maggio [- 3,00 % e 107 milioni in meno tra benzina e gasolio sul maggio 2014], il mese di giugno segnala una ragguardevole boccata d’ossigeno, almeno stando ai dati dei consumi provvisori diffusi dal Ministero dello sviluppo economico il 15 luglio.

Giugno 2015 – con un giorno di consegna in più rispetto allo stesso mese dell’anno antecedente – si chiude con un segno positivo per la somma complessiva dei consumi petroliferi, con 4,410 milioni di tonnellate contro 4,119, ed un guadagno di 7,1 punti percentuali.

E se questo è il segno dei consumi considerati in generale, vi è anche un recupero sui consumi dei carburanti: dopo il risultato positivo di dicembre 2014 [+4,96 % sul dicembre del 2013 e +1,98 % sull’intero anno 2014 contro l’intero anno 2013], quello di gennaio 2015 [+1,18 %], quello di febbraio 2015 [+1,80 %], quello di marzo 2015 [+4,15 %], quello di aprile 2015 [+6,14 %] e il dato in controtendenza di maggio 2015 [-3,00 %], IL MESE DI GIUGNO SEGNA DI NUOVO UN VALORE POSITIVO RISPETTO ALLO STESSO MESE DEL 2014 PER LA SOMMA DI BENZINA E GASOLIO, CON 8,22 PUNTI PERCENTUALI E OLTRE 280 MILIONI DI LITRI IN PIÙ [da 3,413 miliardi di litri del giugno 2014 a 3,693].

Nel consueto confronto tra rete [2,411 miliardi di litri contro i 2,279 del giugno 2014] ed extrarete [1,283 miliardi di litri contro i 1,134 del giugno 2014], la seconda ha accumulato più di metà degli incrementi totali, con quasi 149 milioni di litri [contro oltre 280 di incremento sommato] e 13,09 punti percentuali in più, la rete segna finalmente un buon segno positivo, nell’ordine di 5,79 punti percentuali in più e quasi 132 milioni di litri in recupero.

Sulla somma dei consumi di benzina e gasolio, la quota della rete è pari al 65,27 % [nel giugno 2014 tale quota era più elevata: 66,77 %], mentre l’extrarete vanta una quota del 34,73 % [33,23 % nel giugno 2014]. Per i consumi di benzina la quota della rete è pari all’80,84 % contro il 19,16 % dell’extrarete [nel giugno 2015 le quote erano, rispettivamente, dell’82,31 % e del 17,69 %]. Per i consumi di gasolio, invece, la quota della rete è pari al 58,67 % contro il 41,33 % dell’extrarete [nel giugno 2015 le quote erano, rispettivamente, del 60,02 % e del 39,98 %]. Tende, cioè, a crescere indifferenziatamente il peso dell’extrarete nei consumi totali.

I consumi di benzina sono nel complesso in aumento di oltre 66 milioni di litri e di 6,41 punti percentuali in più [da 1.033 milioni di litri del giugno 2014 a 1.099 del giugno 2015]: volumi che derivano da un guadagno in rete di oltre 38 milioni di litri e 4,52 punti percentuali [da 850 a 889 milioni di litri] e da un guadagno in extrarete di quasi 28 milioni di litri [da 183 a 211 milioni di litri] e di 15,22 punti percentuali in più – volumi che rientrano, come è ampiamente noto, in rete nelle pompe bianche e/o nella GDO.

Positivo – al punto da costituire oltre il 76 % degli aumenti totali dei due prodotti – è anche il segno dei consumi di gasolio – oltre 214 milioni di litri in più su giugno 2014, pari ad un +9,00 % [da 2,380 miliardi di litri del giugno 2014 a 2,594 miliardi di litri] -, ma non in entrambi i canali nella stessa misura: in extrarete si rilevano quasi 121 milioni di litri in più [ossia l’incremento totale è realizzato per oltre il 56 % in extrarete, da 951 milioni di litri del giugno 2014 a 1.072 milioni] e +12,69 punti percentuali, mentre la rete sale sopra i valori del giugno 2014 con 1,522 miliardi di litri rispetto a 1,428 ed una variazione di oltre 93 milioni di litri di +6,55 punti percentuali.

Significativo risulta altresì l’incremento dei consumi di gpl, che guadagnano sul mese di giugno 2014 oltre 25 milioni di litri [da 227 a 253 milioni di litri] e il +11,20 %.

Nel giugno 2015, le quote dei prodotti petroliferi per autotrazione sono così ripartite: gasolio 65,74 %, benzina 27,86 %, gpl 6,40 % [nel giugno 2014 tali quote erano pari rispettivamente al 65,38 %, al 28,38 % ed al 6,24 %].

Vendite gennaio-giugno [mld litri]

vendite gennaio giugno

IL SEMESTRE GENNAIO-GIUGNO SEGNA UN BUON VALORE SOPRA LO ZERO RISPETTO ALLO STESSO PERIODO DEL 2014 PER LA SOMMA DI BENZINA E GASOLIO, CON 2,73 PUNTI PERCENTUALI E QUASI 546 MILIONI DI LITRI IN PIÙ [da 19,980 miliardi di litri del gennaio-giugno 2014 a 20,526].

Nel confronto tra rete [13,359 miliardi di litri contro i 13,334 del gennaio-giugno 2014] ed extrarete [7,167 miliardi di litri contro i 6,647 del gennaio-giugno 2014], la seconda supera da sola il 95 % degli incrementi totali, con oltre 520 milioni di litri [contro oltre 545 di incremento sommato] e 7,83 punti percentuali in più, la rete segna un segno positivo modesto, nell’ordine di solo 0,19 punti percentuali in meno e oltre 25 milioni di litri in aumento.

I consumi di benzina sono nel complesso in aumento di quasi 12 milioni di litri e di 0,20 punti percentuali [da 5.970 milioni di litri del gennaio-giugno 2014 a 5.982 del gennaio-giugno 2015]: volumi che derivano da una perdita in rete di oltre 95 milioni di litri e 1,93 punti percentuali [da 4.932 a 4.837 milioni di litri] e da un inverso guadagno in extrarete di oltre 107 milioni di litri [da 1.037 a 1.144 milioni di litri] e di 10,34 punti percentuali in più.

Positivo è anche il segno dei consumi di gasolio – quasi 534 milioni di litri in più su gennaio-giugno 2014, pari ad un +3,81 % [da 14,011 miliardi di litri del gennaio-giugno 2014 a 14,544 miliardi di litri] -, ma, anche in questo caso, non nella stessa misura in entrambi i canali: in extrarete si rilevano oltre 413 milioni di litri in più [ossia l’incremento totale è realizzato per il 77 % in extrarete], da 5.609 milioni di litri del gennaio-giugno 2014 a 6.022 milioni, e +7,36 punti percentuali, mentre la rete supera bensì i valori del gennaio-giugno 2014 con 8,522 miliardi di litri rispetto a 8,401, ma con una variazione solo di +1,44 punti percentuali ed un recupero di quasi 121 milioni di litri.

Buono risulta l’incremento dei consumi di gpl, che guadagnano sul periodo gennaio-giugno 2014 oltre 45 milioni di litri [da 1.391 a 1.436 milioni di litri] e il 3,27 %.

Nel periodo gennaio-giugno 2015, le quote dei prodotti petroliferi per autotrazione sono così ripartite: gasolio 66,22 %, benzina 27,24 %, gpl 6,54 % [nel gennaio-giugno 2014 tali quote erano pari rispettivamente al 65,56 %, al 27,93 % ed al 6,51 %].

vendite benzine

Ripercorrendo all’indietro i dati di ben dieci anni – ossia dal 2006 – i consumi per prodotto e per circuito del mese di giugno 2015 rispetto al giugno 2006 si sono modificati in termini percentuali come segue: benzina -37,92 % in rete, +193,06 % in extrarete; gasolio -7,53 % in rete, +8,39 % in extrarete; somma di benzina e gasolio -21,67 % in rete, +20,92 % in extrarete; gpl +67,55 %.

Per il periodo intero gennaio-giugno del 2015 rispetto al periodo gennaio-giugno 2006 i consumi si sono così venuti modificando: benzina -40,89 % in rete, +194,09 % in extrarete; gasolio -8,86 % in rete, +5,41 % in extrarete; somma di benzina e gasolio -23,81 % in rete, +17,44 % in extrarete; gpl +60,81 %.

Consumi gennaio-giugno 2006-2015 – Miliardi litri

vendite gen giu 2006 2015

Le modificazioni % dal 2006 –

Mese di Giugno e periodo Gennaio-Giugno

variazioni 2006 2015

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