ANISA, FAIB E FEGICA AD ENI: RIAPRIRE TRATTATIVE IN AUTOSTRADA

ANISA, FAIB E FEGICA AD ENI: RIAPRIRE TRATTATIVE IN AUTOSTRADA

Venerdì 12 febbraio, ANISA, FAIB Autostrade e FEGICA hanno anticipato via mail ad ENI la seguente lettera che chiede di riaprire il tavolo di confronto sul rinnovo dell’accordo in autostrada.

<<Roma 12 Febbraio 2016

Spett.le Eni SpA
Divisione R&M and Chemical

Via Laurentina 449
ROMA

c.a.: dott. Salvatore Sardo
dott. Paolo Grossi

Oggetto:
Aree di Servizio Autostradali. Contrattazione. Competitività e pricing. Blocco delle transazioni

Egregi signori,
dobbiamo purtroppo rilevare che i comportamenti assunti da codesta Azienda nei confronti dei Gestori delle Aree di Servizio Autostradali, rischiano di scavare un solco profondo nei rapporti fra i medesimi Gestori ed Azienda.
Soprattutto in tema di linearità e di ricupero di quel concetto di collaborazione reciproca, senza i quali non è possibile immaginare alcun rapporto che non sia di brevissima durata: se ciascuno, in altre parole, tenta di mostrare i muscoli incurante delle conseguenze e senza porsi il problema di cosa potrà accadere domani è evidente che lo scenario che si apre davanti non può che esasperarsi fino all’incomprensione totale.

A tale proposito, vogliamo rammentare come, in piena contrattazione, l’Azienda, unilateralmente, abbia provveduto ad innalzare artificiosamente il prezzo al pubblico per quei Gestori che avevano agito sulla leva del prezzo per non continuare a chiudere in perdita i bilanci [notoriamente in deficit per la mancata contrattazione, per l’aumento dei costi fissi e la contemporanea perdita di circa il 50% dei volumi anche per effetto dei differenziali di prezzo verso la viabilità ordinaria di marchio], sommando il «suo» gravame sul prezzo a quello già attuato, difensivamente, dai Gestori.

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Ciò ha creato un notevole allarmismo ed ha costretto una parte dei Gestori a vendere in perdita ed un’altra parte a sommare agli aumenti imposti da ENI, nuovi aumenti: in tal modo sono aumentati l’incertezza e il dubbio nei confronti della clientela che, entrando in autostrada e volendo far rifornimento si trova tre o quattro livelli di prezzo che fanno emergere differenziali anche di 200,00 €/Klt [che diventano oltre 350,00 verso la viabilità ordinaria].

Proprio per evitare questa confusione, avevamo dichiarato la nostra disponibilità a trovare, con un Accordo, una sintesi fra le varie posizioni, immaginando che un ragionevole aumento del margine unitario pro-litro avesse consentito ai Gestori di rientrare all’interno di quel prezzo raccomandato che è certamente interesse dell’Azienda, ma prima ancora dei Gestori che da un’esasperazione della «guerra dei prezzi» hanno tutto da perdere.

Ma il tavolo di confronto si è interrotto essendo venuta meno la necessità, per l’Azienda, di definire un margine certo e, quindi, offrire una politica di pricing contenuta nel range che stavamo definendo, come elemento da valorizzare nello svolgimento delle «gare» e la situazione si è cristallizzata.

Ciononostante abbiamo ripetutamente chiesto di riaprire il dialogo, rappresentando l’opportunità di riassorbire gli aumenti di prezzo fatti gravare sui Gestori in un’ottica punitiva, dimostrando senso di responsabilità viatico per il riavvio del confronto e la definizione di un’intesa.

La proroga, evidentemente, ha cambiato la tempistica della Azienda; ma il problema però non è stato risolto: le gare si concluderanno comunque e richiedere un’adesione dei singoli Gestori a «politiche commerciali» definite individualmente, certo non rimuove la situazione di impasse [come dimostra quanto è accaduto – ante accordo del dicembre 2014 – sulla viabilità ordinaria].
Ma, c’è di più: proprio in queste ore sono state impedite le transazioni con le «carte» aziendali [sul servito] a quei Gestori che praticano un prezzo al pubblico «fuori» dal range considerato ottimale dall’Azienda.
Chi fissa questo range? Con quale diritto si impedisce al Gestore di applicare la sua titolarità del prezzo così come definito dalla Legge italiana e dalla Norma europea?
Qual’è la soglia di tollerabilità? E, via interrogando.

Ma potremmo continuare sottolineando come prima sia stata richiesta la fatturazione del cosiddetto 4+4 e, poi, ad emissione del documento contabile avvenuta, si è detto che l’Azienda non avrebbe onorato il suo impegno.

Sulla scorta di queste considerazioni, le scriventi Federazioni sono nuovamente a chiedere di riaprire il tavolo della trattativa e di procedere, a rimuovere tutti i comportamenti enunciati [a partire dall’aumento del prezzo in maniera differenziata ed individuale] che rischiano di far naufragare qualsiasi tentativo di composizione della vertenza in atto: abbiamo dimostrato – anche in Autostrada – che quando c’è unità di intenti [come per la diminuzione delle royalty], il risultato si fa più accessibile. Per tutti.
Ove non vi fosse condivisione, come ovvio, ciascuno sarebbe libero di perseguire il miglior risultato possibile. Autonomamente.

Le scriventi rimangono in attesa di un cenno di riscontro.
Vivissime cordialità.

Stefano CANTARELLI – ANISA
Antonino LUCCHESI – FAIB Autostrade
Roberto DI VINCENZO – FEGICA

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