«DIAMOCI UNA MOSSA»: PRECISAZIONI FIGISC E COMMENTO DI STAFFETTA

battere chiodo

Sull’articolo «Diamoci una mossa», comparso su Figisc Anisa News N. 41 del 13.10, oltre ad un apprezzamento della FEGICA, vi è stato un commento di STAFFETTA che pubblichiamo di seguito assieme ad una precisazione  – assai opportuna – del Presidente Nazionale Maurizio MICHELI e ad una ulteriore ripresa di Staffetta.

STAFFETTA 23.10.2014

Figisc, lo “strappo

Merita sicuramente una sottolineatura la lunga e articolata nota apparsa sul numero del 13 ottobre di Figisc Anisa News, redatta dal vice segretario Giorgio Moretti. Un’analisi dei gravi problemi che sta affrontando la categoria dei gestori, condotta con lucidità e senza sconti, e che propone un cambiamento di rotta radicale all’associazione e in generale alla rappresentanza di categoria. A partire dall’ampliamento “dell’area che si intende rappresentare e tutelare, anche se ciò significa superare schemi mentali consolidati”, aprendo ai lavoratori “atipici” che sono sempre di più anche in questo settore. Ma sono diverse le istanze di cui i rappresentanti dei gestori devono farsi carico secondo Moretti: “distinguere tra la consueta funzione di trattativa e mediazione e l’assunzione di un nuovo diritto di poter tutelare giuridicamente e legalmente i soggetti che si rappresentano (un diritto che oggi, proprio quando più servirebbe, non abbiamo); scegliere obiettivi semplici, chiari e mirati, che possano essere intesi/condivisi da tutti per evitare di disperdersi in mille trappole che frammentano ulteriormente la categoria e moltiplicano il logoramento; distinguere i livelli in cui la gestione delle problematiche deve essere centrale o centralizzata e quelli in cui si devono ampliare potenzialità di iniziativa valorizzando ruoli ed autonomie operative sul territorio”. Limitando al contempo a tre questioni urgenti il fronte dell’azione sindacale: equità del prezzo di cessione, questione fiscale, resistenza contro i tentativi di abolire la contrattazione collettiva e tipizzata.

Insomma, una bella sferzata (per quanto, a livello territoriale, questi punti siano già stati sollevati in passato) che merita di non passare inosservata. La nota, scrive Moretti in calce, “viene presentata per esclusiva iniziativa e responsabilità di chi la firma” e può essere considerata “come un contributo al dibattito o alla causa, ma nel caso essa possa invece apparire come una indebita ingerenza o come una forzatura, la si consideri tranquillamente come un banale, anche se non richiesto, «testamento» personale”. C’è da augurarsi che venga recepita nel primo dei due modi.

STAFFETTA 27.10.2014

Figisc, Micheli: “nessuno strappo

La posizione recentemente espressa dal vicesegretario di Figisc Giorgio Moretti sulla rappresentanza non può considerarsi uno “strappo”, considerato che era stata precedentemente portata a conoscenza della presidenza dell’associazione e perché giudicata condivisibile dallo stesso presidente, Maurizio Micheli, che annuncia a breve la convocazione degli organi sociali per fare il punto. E’ quanto si legge in una lettera inviata alla Staffetta dallo stesso Micheli, sul recente articolo della Staffetta “Figisc: lo “strappo” di Moretti” (v. Staffetta 23/10).

Di seguito il testo integrale.

Sull’articolo «Figisc: lo “strappo”.…», pubblicato su Staffetta di giovedì 23 u.s., ritengo utile una precisazione che serva a togliere di mezzo qualunque fraintendimento.

Le posizioni espresse in quella che Staffetta definisce «lunga e articolata nota» non solo non si possono definire «strappi» – se non altro perché i suoi contenuti erano stati portati, correttamente, a conoscenza della presidenza prima della loro pubblicazione -, ma, aspetto ben più importante, esse sono per molti versi analoghe al mio personale punto di vista, e credo possano trovare ampia condivisione nell’intera Figisc.

Che, di fronte ad una situazione di inaudita gravità per la categoria – alla quale si vorrebbe ora togliere anche il diritto alla rappresentanza -, ci si interroghi sul senso del proprio ruolo, sulle iniziative da adottare, sulle direzioni da prendere – anche innovative – e certamente anche sulle responsabilità e sugli errori, è più che normale, doveroso, e in questo senso, un presunto «strappo» è piuttosto un impulso a darsi una mossa ed a superare momenti di inazione e sfiducia.

Nelle prossime settimane – come era già in previsione -, verranno convocati gli organi sociali della Figisc: un appuntamento importante per fare un punto fermo della situazione e ripartire con un programma di iniziative di mobilitazione da condividere con il territorio e con Faib e Fegica.

Maurizio Micheli

Presidente Nazionale Figisc Confcommercio

STAFFETTA 27.10.2014

La mossa

Non definiamolo “strappo” nel senso etimologico della parola, se questo come scrive il presidente della Figisc, Maurizio Micheli può essere causa di “fraintendimento”, ma di certo nessuno potrà negare che il titolo della lunga nota di Giorgio Moretti “Diamoci una mossa!‘, riflessioni su obiettivi, ruolo e struttura”, la sua lunghezza e la sua articolazione prefigurino la volontà di gettare un sasso nello stagno e contribuire ad aprire una discussione su temi importanti che interessano tutta la categoria dei gestori carburanti (v. Staffetta 23/10). Di certo, partendo dalla Figisc, come risulta evidente dal fatto che la nota non sia uscita clandestinamente sulla Staffetta, ma pubblicata su Figisc-Anisa News e richiamata in prima pagina sul numero del 13 ottobre. Ma cercando poi di coinvolgere sulle questioni sollevate anche Faib e Fegica. Come tale, quella di Moretti, una mossa quanto mai tempestiva.

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