DOSSIER PREZZI DI STAFFETTA SUI DATI OSSERVATORIO PREZZI

Dossier Prezzi 17 febbraio 2015tombola

Pubblichiamo [g.c.] dal numero del 18 febbraio di STAFFETTA QUOTIDIANA la presentazione del nuovo servizio DOSSIER PREZZI CARBURANTI, attivato sui dati messi a disposizione dall’Osservatorio prezzi del Ministero sviluppo economico e derivanti dalle comunicazioni obbligatorie dei gestori e dei titolari di impianti [disponibile in allegato l’elaborato del giorno 17 febbraio 2015].

«Quante sono le pompe bianche in Italia? Qual è la differenza di prezzo rispetto alle compagnie petrolifere? Quali sono i prezzi effettivamente praticati in Italia dai circa 20mila punti vendita attivi allo stato attuale? Quali i differenziali tra il self service e il servito? Quali sono le regioni in cui la benzina costa meno? Quali quelle più care? A queste e a molte altre domande risponde per la prima volta il dossier che la STAFFETTA pubblicherà quotidianamente online da oggi grazie ai dati dell’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico su oltre 20mila impianti.

Novanta pagine di dati, tabelle e grafici che offriranno un inedito punto di riferimento, oggettivo e quotidiano, sul mercato dei carburanti alla pompa, affiancandosi alla rilevazione settimanale dei “prezzi Italia” – che in prospettiva dovrà essere integrata o sostituita con quella dell’Osservatorio.

Mentre i “prezzi Italia” forniscono una media settimanale dei prezzi in modalità self service comunicati dalle compagnie petrolifere, il database messo in piedi dall’Osservatorio prezzi raccoglie i dati forniti direttamente dai gestori, relativi ai prezzi effettivamente praticati in modalità self e servito per tutti i prodotti: benzina, gasolio, Gpl, metano, prodotti speciali.

Il dossier va ad affiancarsi inoltre alla rilevazione quotidiana della Staffetta relativa ai prezzi consigliati delle compagnie in modalità servito, basata su un campione rappresentativo della realtà nazionale. Per rispettare le regole Antitrust, la pubblicazione dei prezzi ha un “ritardo” di oltre 24 ore: la rilevazione odierna è dunque relativa ai prezzi praticati alle 8 di mattina di martedì 17 febbraio.

Il database è stato costituito, non senza un grande sforzo da parte dell’amministrazione, in attuazione della legge 99/2009 e dei successivi decreti attuativi. La norma dispone che i gestori comunichino al ministero i prezzi praticati ogni volta che questi cambiano, e comunque almeno una volta la settimana. Per questo la rilevazione prende in considerazione ogni volta tutti i prezzi aggiornati nell’ultima settimana.

Su un totale di oltre 20mila impianti accreditati, la rilevazione odierna registra così i prezzi di circa 10mila punti vendita, quelli cioè i cui gestori abbiano comunicato i prezzi al ministero almeno negli ultimi sette giorni.

La rilevazione riporta il prezzo medio, la punta minima e quella massima per tutti i prodotti, per tutti i marchi e per tutte le regioni, insieme alla variazione rispetto alla rilevazione precedente. Viene inoltre registrata la variazione per quanto riguarda il numero di impianti che hanno comunicato i prezzi nell’ultima settimana.

Il servizio è ancora in fase sperimentale. Il database del ministero è in continuo aggiornamento. Proprio in questi giorni l’ufficio di Mr Prezzi, Gianfrancesco Vecchio, ha inviato a tutti i gestori e alle associazioni di settore nuove istruzioni: gli operatori delle pompe bianche, che attualmente risultano raggruppate sotto un’unica voce, potranno comunicare il proprio marchio ed avere rilevazioni distinte, a partire da quelli con 15 punti vendita o più, visto l’ampliarsi della diffusione di nuovi marchi e a seguito di diverse richieste di personalizzazione. Inoltre, dal database saranno cancellati gli impianti che non abbiano comunicato i prezzi per oltre 120 giorni continuativi.

Il ministero sta anche cercando di stabilire una collaborazione con l’Agenzia delle Dogane per incrociare il proprio database con quello UTF, riferimento univoco per conoscere le licenze effettivamente rilasciate e attive per la distribuzione carburanti e i relativi erogati.

Il decreto attuativo del Mise emanato il 15 ottobre 2010 dispone che, per facilitare la diffusione delle informazioni sui prezzi, la Direzione Generale si avvalga della collaborazione di soggetti pubblici, dei rappresentanti di operatori interessati, degli organi di informazione e dei gestori di telefonia.

Venendo ora a una prima analisi dei dati, sono diverse le notizie che emergono dal dossier. Innanzi tutto per quanto riguarda le pompe bianche, che rappresentano la “seconda forza” a livello nazionale per numero di impianti: 3.395, dopo i 4.177 di Eni e prima dei 2.998 di Q8/Shell. Una precisazione è tuttavia d’obbligo: la rilevazione riunisce sotto la dicitura “pompe bianche” tutti i marchi non appartenenti alle compagnie, compresi i grandi operatori – come ad esempio la siciliana SP – che hanno un marchio “storico” e praticano politiche di prezzo non dissimili da quelle delle compagnie.

Interessante anche la “classifica” dei prezzi regionali, che vede il Veneto – non certo a sorpresa – come la regione meno cara, mentre all’estremo opposto spicca la provincia autonoma di Bolzano, seguita a brevissima distanza dal “Texas d’Italia”, la Basilicata, che nonostante ospiti il più grande giacimento petrolifero in terraferma d’Europa risulta avere i prezzi più alti della media nazionale di circa 6 centesimi al litro. Una classifica che si basa sui prezzi del gasolio, visto che i dati relativi alla benzina sono “falsati” dalla presenza, in diverse regioni, di addizionali tra 3,1 e 6,1 centesimi al litro.

Incrociando i dati sulla presenza delle pompe bianche nelle varie regioni con il livello medio dei prezzi si può inoltre valutare, con una certa approssimazione, l’effetto calmierante degli indipendenti. La correlazione è sicuramente presente ma non così stretta. In particolare, in Veneto gli impianti rilevati con insegne “indipendenti” sono il 32% del totale, e i prezzi sono conseguentemente più bassi. In diverse regioni la quota dei “bianchi” sul totale si attesta tra il 15 e il 20% ma mentre, ad esempio, in Emilia Romagna, Marche e Abruzzo l’effetto sui prezzi è più sensibile, minore risulta l’impatto in Campania (oltre il 20% di indipendenti), Umbria, Friuli, Sicilia e Basilicata.

Quanto alle curiosità statistiche, il prezzo più basso d’Italia (con l’esclusione di Livigno, dove i 10 impianti presenti praticano prezzi allineati di 0,968 €/lt per la benzina e di 0,884 €/lt per il diesel) si registrava il 17 febbraio, per quanto riguarda la benzina, nel Lazio (1,152 €/lt), mentre per il gasolio in Friuli (1,141 €/lt). Gli impianti più cari si trovano in Puglia sia per la benzina (2 €/lt) che per il diesel (1,9 €/lt).

Infine, l’analisi dei dati dell’Osservatorio consente di apprezzare i differenziali tra le modalità self service e servito: si va dai 2,5 centesimi medi delle pompe bianche agli 8-9 centesimi di Q8 e IP.»

Gli impianti del database del Ministero

rete impianti

A commento aggiungiamo poche cose.

Abbiamo sempre sostenuto che l’obbligo della comunicazione dei prezzi era una ennesima discriminazione verso la categoria dei Gestori: già costretti a subire una concorrenza incolmabile per effetto del diverso prezzo di cessione riservato dagli stessi fornitori alle pompe bianche – una differenza niente affatto motivata in tale esasperata consistenza da ragioni economiche derivanti dalla remunerazione degli investimenti e dall’uso del marchio -, sono stati costretti, a forza di sanzioni in caso di inadempienza, a pubblicizzare/denunciare la loro involontaria inferiorità competitiva sul mercato.
Così come che avere conoscenza del prezzo finale è una percezione della «superficie» del pianeta distribuzione carburanti, non una comprensione dei fenomeni che determinano il mercato. Opinioni che non mutiamo di una virgola.

Senza ripercorrere cose già dette, ci limitiamo ad osservare che i dati tra prezzi della rete di marchio in modalità self ed i prezzi di cessione extrarete – monitorati da QUOTIDIANO ENERGIAevidenziano una media nel 2014 tra 15 e 17 cent/litro per la benzina a seconda delle macroaree geografiche del Paese e tra 16 e 17 cent/litro per il gasolio, valori che a gennaio 2015 sono saliti rispettivamente a 20-21 ed a 22-23 cent/litro, dati che confermano a rafforzano quanto appena più sopra detto a proposito della ingiustificata discriminazione commerciale verso la categoria.

Naturalmente i dati dell’Osservatorio consentono di meglio valutare l’ampiezza dei fenomeni – ed in questo senso è altamente apprezzabile e prezioso il servizio offerto da STAFFETTA -. Ad esempio, la consistenza dell’universo pompe bianche, sul cui peso nella rete in termini di impianti e, conseguentemente di quote di mercato ed erogati per punto vendita, si sono sentite opinioni diverse e contrastanti, e su cui l’Authority sostiene di non capire come funzionino i meccanismi competitivi che consentono alle pompe bianche di praticare prezzi così «convenienti».

Così come consente di valutare le differenze esasperate del prezzo nella rete di marchio tra modalità self e modalità servito: una differenza praticamente superiore di tre/quattro volte rispetto a quanto avviene nelle pompe bianche, che la dice lunga anche rispetto alla mission residuale che si vorrebbe riservare al gestore, cioè di cercare la sua remunerazione solo sulla modalità servito, quando le compagnie petrolifere stesse fanno di tutto per togliere senso a questa modalità, svendendo prodotto alla rete degli indipendenti, allargando la forbice dei prezzi nella propria rete o stracciando i prezzi stessi nella propria rete ghost.

Circa la calmierazione dei prezzi [e la corsa della concorrenza a marchio petrolifero ad abbassare i propri] che si verificherebbe nelle regioni in cui è più alta la presenza dei no-logo, va detto, infine, che questo è vero solo in parte.

Come dice STAFFETTA, «la correlazione è sicuramente presente ma non così stretta», e, infatti, FIGISC ha cercato di misurarla statisticamente: anche depurando i prezzi dalle diverse addizionali regionali d’accisa sulla benzina, essa funziona, per così dire, tra il 41 ed il 47 % per questo prodotto, attorno al 54 % per il gasolio; insomma, che la maggiore presenza di pompe bianche in una regione faccia sì che quella regione abbia prezzi più bassi, ancorché di questo concetto si sia abusato parecchio, rimane la classica «mezza verità», cui fa sempre riscontro una «mezza bugia».

Quota pompe bianche nelle Regioni e Province autonome

pompe bianche regioni

 

 

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