Interrogato in aula su quali provvedimenti il Governo intenda assumere nei confronti dei rapporti commerciali e contrattuali della categoria dei…
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INTERROGAZIONE AL PARLAMENTO SU DELTA SELF VS/ SERVITO— 29 Febbraio 2016
Riproduciamo il testo dell’interrogazione parlamentare a risposta in Commissione dell’On.le Cosimo LATRONICO presentata il 25 febbraio u.s., avente ad oggetto la «ingiustificata differenza tra il prezzo medio imposto al pubblico per la modalità di vendita in self service e quello per la modalità servita»: <<(5-07913) Al Ministro dello sviluppo economico. premesso che: – la distribuzione dei prodotti carbolubrificanti, pur non rientrando più nel concetto di pubblico servizio e non essendo più soggetta alla definizione di tariffa per effetto delle modifiche legislative introdotte nel corso degli ultimi 20 anni che hanno liberalizzato sia l’attività di rivendita che il prezzo al pubblico dei carburanti, mantiene inalterata una delicata importanza strategica per il Paese oltreché una caratteristica di essenzialità del servizio in forza della sua stretta interdipendenza con il diritto costituzionalmente garantito alla mobilità dei cittadini; – anche in considerazione di tale carattere essenziale per l’interesse collettivo nel suo complesso e per ciascun cittadino consumatore in particolare, il legislatore ha ritenuto di dover affidare al Ministero dello sviluppo economico il compito di mettere a disposizione dei cittadini un sistema di informazione elettronico – Osservatorio prezzi – volto a pubblicare a beneficio del consumatore il prezzo di ciascun prodotto praticato da ciascun impianto di distribuzione carburanti, rendendo obbligatorio per i gestori il suo aggiornamento certo e puntuale; – al medesimo Ministero dello sviluppo economico sono stati assegnati, nella persona del cosiddetto «Mister Prezzi», compiti di sorveglianza circa l’andamento e la congruenza dei prezzi praticati al pubblico in particolare dei prodotti carburanti: attività che, nel tempo, ha comportato numerosi interventi diretti, anche e non solo in termini di moral suasion, nei confronti delle compagnie petrolifere operanti in Italia;
– presso lo stesso Ministero debbono, ex lege, essere depositati, perché ne sia curata la loro pubblicizzazione, gli accordi collettivi di categoria tra le compagnie petrolifere e le associazioni dei gestori, con le quali intese, tra l’altro, risultano essere definiti, ai sensi e per gli effetti delle leggi speciali di settore (decreto legislativo 32 del 1998, articolo 1; legge n. 57 del 2001, articolo 19; legge n. 27 del 2012, articolo 17) i criteri per la determinazione dei prezzi nonché le condizioni economiche (cosiddetti per brevità «margini») da riconoscersi ai gestori a motivo dell’attività e del servizio prestato presso gli impianti; – dalla «rilevazione dei prezzi praticati alla pompa», diffusa quotidianamente dalla storica pubblicazione di settore, «Staffetta Quotidiana», ed elaborata proprio sulla base dei dati raccolti e resi pubblici dall’Osservatorio prezzi del Ministero dello sviluppo economico, risulta – a titolo di esempio la rilevazione del giorno 18 febbraio 2016 – una abnorme e ictu oculi ingiustificata differenza tra il prezzo medio imposto al pubblico per la modalità di vendita in self service e quello per la modalità servita; – in particolare, dai dati ministeriali emerge che presso gli impianti delle reti italiane, un consumatore che, per scelta o necessità, per fare rifornimento alla sua auto si rivolga ad un erogatore servito paga mediamente 8,8 centesimi di euro in più al litro per la benzina (1,461 contro 1,373) e 9,1 centesimi di euro in più al litro per il gasolio (1,276 contro 1,185) di quanto spenderebbe ad un erogatore self service, spesso peraltro posti entrambi nel medesimo impianto; – è bene subito chiarire che si tratta di cifre per niente trascurabili sia per le tasche dei consumatori (oltre 5 euro su un pieno medio di un auto) sia se messe in relazione al «margine industriale lordo» che le compagnie petrolifere «denunciano» ed il Ministero dello sviluppo economico assume per le sue statistiche e pubblica: assunto il valore di 17,3 eurocent/lt, quale margine industriale lordo medio (IVA compresa) rilevato dal Ministero dello sviluppo economico, nel 2015, il sovraprezzo di 8,8 sulla benzina venduta in servito pesa per oltre il 50 per cento; allo stesso modo del sovraprezzo di 9,1 imposto sul gasolio venduto in servito, assunto quale margine industriale lordo medio rilevato nel 2015 il valore di 17,9 eurocent/lt (IVA compresa) per il medesimo prodotto; – ancora più rilevante – e palesemente ingiustificato – è il suddetto sovraprezzo se si analizza – a mero titolo di esempio – quello imposto dall’ENI, azienda leader del mercato sia in termini di quota mercato (oltre 25 per cento) sia in termini di punti vendita (poco meno del 20 per cento) la stessa inoltre è saldamente sotto il controllo del Governo (30 per cento del pacchetto azionario di proprietà della Cassa depositi e prestiti; consiglio d’amministrazione nominato dal Ministero dell’economia e delle finanze, per quanto risulti nominalmente soggetto giuridico privato; – secondo i dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero dello sviluppo economico, pubblicati da Staffetta Quotidiana, gli impianti della rete a marchio ENI praticano mediamente un sovraprezzo medio di 12,2 eurocent/lt sulla benzina (1,492 contro 1,370; +3,4 cent oltre la media Italia) e di 12,4 eurocent/lt sul gasolio (1,319 contro 1,195; +3,3 cent oltre la media Italia); – tuttavia, è del tutto agevole constatare da una verifica diretta sul territorio come risulti assai facile imbattersi in impianti a marchio Eni che arrivano a praticare, presso il medesimo punto vendita, fino a 20 eurocent/lt di sovraprezzo per lo stesso prodotto tra erogazione servita e in self service; – in quale misura tutto questo sia tanto dannoso per i consumatori, quanto abnorme e del tutto ingiustificato anche sul piano più strettamente commerciale, lo si può facilmente evincere verificando, attraverso l’esame degli accordi collettivi per i gestori ENI depositati presso il Ministero dello sviluppo economico, come di norma solo 2 eurocent/lt (fino a un massimo di 3,2) del suddetto sovraprezzo – 12 cent medi con punte di 20 – venga riconosciuto dalla compagnia ai propri gestori per quella attività – il servizio – che sola potrebbe giustificare un delta prezzo tra vendite in self service e in servito; – ne consegue che Eni, oltre al proprio «margine industriale» ragionevolmente incassato sul prezzo base relativo alle vendite in self service, aggiunge a proprio esclusivo beneficio e a giudizio dell’interrogante in assenza di alcuna ragionevole giustificazione – posto che la manodopera per l’erogazione dei carburanti in servito è un onere a carico del gestore, remunerata dal margine contrattualmente definito come sopra già quantificato – un incasso extra che va tra i 9 e i 18 cent/litro, fino a raddoppiare di fatto il proprio margine industriale medio esposto dal Ministero dello sviluppo economico;
– ragionamento omogeneo, con numeri che possono discostarsi da quelli di ENI in un intorno più o meno significativo, vale anche per i marchi delle altre compagnie petrolifere operanti in Italia –: Per sapere – CHIEDE – quali iniziative di competenza il Ministro intenda intraprendere affinché i prezzi dei carburanti, la cui distribuzione costituisce un servizio essenziale per la collettività e per garantire il diritto costituzionale alla mobilità dei cittadini, rispondano a criteri di equità e ragionevolezza; – quali iniziative di competenza intenda assumere in relazione ai comportamenti adottati nell’imporre un sovraprezzo, a giudizio dell’interrogante tanto evidentemente abnormi quanto del tutto ingiustificati verso i consumatori che, per scelta o necessità, intendono rifornirsi, usufruendo del servizio all’atto dell’erogazione del carburante; – quali iniziative di competenza intenda avviare nei confronti di ENI, partecipata dallo Stato, che, quale incontestata azienda leader del mercato, appare all’interrogante costituire punta estrema di un tale fenomeno, capace di condizionare il resto del mercato; – per quali ragioni, essendo il Ministero dello sviluppo economico nel pieno e diretto possesso di tutte le informazioni, degli elementi documentali, e delle competenze, non risulti allo stato ancora adottata alcun tipo di iniziativa.>> |
FAIB FEGICA E FIGISC CONTRO EMENDAMENTO «SPEZZATINO»— 29 Febbraio 2016La scorsa settimana FAIB, FEGICA e FIGISC, in data 23 u.s., hanno inviato un telegramma all’attenzione del Ministro GUIDI e del Presidente della Decima Commissione del Senato avente il seguente contenuto: <<Da atti parlamentari risulta come Governo non abbia ancora espresso parere su emendamento Senatore Consiglio n. 35.9 at ddl Concorrenza 2085. Scriventi Federazioni esprimono loro gravissima et fondata preoccupazione su significato et effetti per rete distributiva et attività gestori in caso eventuale approvazione tale emendamento, dovendo necessariamente preannunciare conseguente et immediato stato agitazione categoria et contestuale proclamazione sciopero. at scopo verifica et confronto si richiede urgente incontro. Distinti saluti. Presidente FAIB, Martino LANDI Presidente FEGICA, Roberto DI VINCENZO Presidente FIGISC, Maurizio MICHELI>> Della questione si occupa anche QUOTIDIANO ENERGIA [per g.c.] che così ne riferisce testualmente: <<Ddl concorrenza, sindacati contro lo «spezzatino» delle gestioni carburanti. Faib, Fegica e Figisc scrivono a Guidi e Mucchetti: pronti allo sciopero per fermare emendamento Lega all’art. 35. Tra i tanti emendamenti Ddl concorrenza accantonati dalla commissione Industria del Senato ce n’è uno, il 35.9 di Consiglio (Lega Nord), la cui eventuale approvazione potrebbe portare a uno sciopero sulla rete carburanti. A minacciarlo i sindacati di categoria, FAIB, FEGICA, FIGISC, in una comunicazione urgente inviata al ministro dello Sviluppo Economico, Federica GUIDI, e al presidente della X Palazzo Madama, Massimo MUCCHETTI. La proposta di modifica prefigura in sostanza un possibile “spezzettamento” delle gestioni, prevedendo che i proprietari degli impianti possano “affidare in gestione, ovvero cedere in locazione, a soggetti terzi le attività di erogazione dei singoli prodotti, purché organizzate in modo indipendente. Le autorità competenti provvedono al rilascio dei documenti necessari allo svolgimento delle singole attività“. Un emendamento su cui i sindacati “esprimono gravissima e fondata preoccupazione” per il significato e gli effetti, si legge nel telegramma urgente inviato a Guidi e Mucchetti, che potrebbe avere sulla rete distributiva e sull’attività dei gestori. Motivo per cui preannunciano un “immediato stato di agitazione della categoria” con “contestuale proclamazione” di uno sciopero in caso di approvazione della proposta. FAIB, FEGICA, FIGISC chiedono un “urgente incontro” al Ministro e al Presidente della Commissione Industria. La proposta nel mirino dei gestori è stata accantonata nella seduta del 16 febbraio, durante la quale il relatore Marino (AP) ne ha proposto l’accantonamento ai fini di una sua riformulazione (e il rappresentante del Governo, il sottosegretario al MISE Gentile, si era rimesso al parere del relatore). Una strada che sembrerebbe preludere a una sua approvazione, sebbene non è noto ad oggi con quale testo. >> Ed ecco il testo dell’«incredibile» emendamento: Sen. Nunziante CONSIGLIO <<Dopo il comma 1, aggiungere il seguente: «2. Ai titolari delle autorizzazioni per l’installazione e l’esercizio di un impianto di distribuzione di carburanti per uso pubblico che, all’interno del medesimo impianto, individuino strutture distinte per l’erogazione dei carburanti in base alla tipologia di prodotto, è consentito affidare in gestione, ovvero cedere in locazione, a soggetti terzi le attività di erogazione dei singoli prodotti, purché organizzate in modo indipendente. Le Autorità competenti provvedono al rilascio dei documenti necessari allo svolgimento delle singole attività»>> |
AUTOSTRADE: GESTORI RI-SCRIVONO A MINISTERI, AISCAT ED UP— 29 Febbraio 2016
Roma, 23 febbraio 2016 Egr. Dott. Graziano DELRIO Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Egr. Dottoressa Federica GUIDI Ministro dello Sviluppo Economico Egr. Dott. Fabrizio PALENZONA Presidente AISCAT Egr. Ing. Claudio SPINACI Presidente Unione Petrolifera Oggetto: Gare per l’affidamento dei servizi autostradali di distribuzione carburanti, delle attività non oil e di ristorazione. <<Egregi signori Ministri, le scriventi Federazioni intendono ritornare su alcuni argomenti già posti alla loro attenzione con le raccomandate del 5 ottobre e 26 novembre 2015, rimaste senza risposta, ma che qui si intendono integralmente richiamate. Questa tornata di assegnazione degli affidamenti è stata caratterizzata da una serie di ritardi e contraddizioni che, inevitabilmente, hanno prodotto e stanno producendo notevoli ritardi che, sommati all’aumento delle incertezze ed all’approssimazione delle soluzioni individuate, rischiano di far venir meno il concetto stesso di “pubblico servizio” che, come recita la Legge, deve essere garantito con continuità e regolarità a favore dei cittadini. La nebulosità di alcune “prescrizioni” contenute nel Decreto Interministeriale del 7 Agosto 2015, che pure ha aperto la strada alla nuova proroga dei termini di scadenza delle procedure di affidamento, e la scarsa praticabilità – nelle cose – di strade che consentano trasparenza e rapidità nelle decisioni, completano il quadro. Nel mentre, quindi, le scriventi Federazioni si vedono costrette a confermare – in mancanza del minimo di correzioni tese a sanare le criticità evidenziate – le azioni in sede di Magistratura amministrativa per veder annullare le parti più critiche del richiamato Decreto (la prossima udienza di merito è fissata al 6 aprile), ritengono che sia necessario riprecisare quello che sarà il loro comportamento nel merito degli affidamenti delle Aree di Servizio a “guida ristoro” e degli impianti destinati alla chiusura senza che i ministeri interessati abbiano mai chiarito la ratio che ha portato, nell’uno e nell’altro caso, alla loro individuazione. Ciò, nonostante abbiano tentato di trovare, in tutte le sedi competenti, una convergenza fra posizioni che strumentalmente continuano a rimanere in conflitto e nonostante si siano spese per comporre un quadro di riferimento che consentisse di superare l’impasse e procedere speditamente alle assegnazioni. Senza la spada di Damocle che, come ricorda il Consiglio di Stato, graverebbe sulle amministrazioni in caso di soccombenza nel giudizio di merito. Alla luce delle precedenti considerazioni, le scriventi annunciano che, nell’ambito delle legittime iniziative sindacali avviate a tutela dei diritti della categoria rappresentata, inviteranno i Gestori associati a non procedere alla riconsegna degli impianti nel caso di gara congiunta a “guida ristoro” nel caso in cui il precedente Gestore non venga confermato; a non riconsegnare gli impianti destinati alla chiusura per i quali, in applicazione del pubblico servizio, continueranno l’esercizio anche ricorrendo, laddove ci fosse il rifiuto del precedente Affidatario, al “libero mercato” per approvvigionarsi. In questo contesto – e solo per chiarire ulteriormente il quadro – le scriventi ricordano che una compagnia petrolifera – la Tamoil Italia SpA – a seguito di accordi extragiudiziali e individuali con alcuni concessionari ha chiuso, unilateralmente, nel corso degli ultimi due anni alcuni impianti – sfrattando e arrecando grave danno economico ai Gestori e ai loro dipendenti- e che oggi, i medesimi concessionari stanno rimettendo a gara per un nuovo affidamento (cui concorre anche Tamoil) con evidente e palese violazione del pubblico servizio che, come è noto, non può essere piegato agli interessi di una parte (in questo caso Tamoil). L’obbligo del concessionario e della Pubblica Amministrazione concedente cui è rimessa la sorveglianza sul corretto utilizzo delle concessioni, è quello di intervenire per assicurare il servizio con continuità e regolarità: ove ciò non fosse possibile dovrebbe – ai sensi della Legge 1034/70 – procedere alla revoca della concessione medesima. Le scriventi Federazioni si riservano di promuovere un giudizio di merito anche su queste vicende qualora non intervenga un chiarimento complessivo sull’intera vicenda ed i diritti dei Gestori non vengano riconosciuti e rispettati. FAIB, FIGISC ed ANISA chiedono su questi argomenti un urgentissimo incontro per esporre in maniera compiuta il loro pensiero. In attesa di un cortese cenno di riscontro, l’occasione è gradita per inviare distinti saluti. Antonino LUCCHESI – FAIB Autostrade Roberto DI VINCENZO – FEGICA Stefano CANTARELLI – ANISA>> |
LOMBARDIA: MARONI CONTRO LIBERALIZZAZIONE «GHOST»— 29 Febbraio 2016Liberalizzazione degli impianti di benzina «ghost»: la Consigliere Segretario MARONI chiede la convocazione della Consulta. Giovedì scorso in Commissione Attività produttive la presa d’atto della archiviazione della procedura di infrazione da parte della Commissione Europea La Commissione Attività produttive, presieduta da Angelo Ciocca [Lega Nord], ha approvato nella mattinata di giovedì 25 u.s. il progetto di legge «Relazione illustrativa della Proposta di progetto di legge “Legge europea regionale 2016. Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Regione Lombardia derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea”». In questo contesto si è di fatto preso atto dell’archiviazione da parte della Commissione europea della procedura di infrazione relativa ai cosiddetti impianti di benzina «ghost», dove di fatto è attivo il self-service 24 ore su 24. La normativa regionale, ora modificata, aveva posto dei paletti non ritenuti in linea con le disposizioni europee. Nell’ambito del caso EU Pilot 4734/13/MARKT, nello specifico, la Commissione europea aveva rilevato che la legislazione nazionale e regionale relativa alle stazioni di servizio ubicate nei centri urbani – limitando l’apertura di impianti di distribuzione di carburante non presidiati nell’arco delle ventiquattro ore -, violasse il principio della libertà di stabilimento, previsto dall’articolo 49 del TFUE, e il divieto di restrizione territoriale, previsto dall’articolo 15, paragrafo 2, l. a), della direttiva 2006/123/CE [cosiddetta «direttiva servizi»]. Il progetto di legge è stato approvato a larghissima maggioranza, con la sola astensione della Consigliere Segretario, Daniela MARONI. «Questa liberalizzazione indiscriminata non tiene conto del fattore occupazionale, e questo è il principale aspetto negativo – spiega la Consigliere – Si rinuncia di fatto, inoltre, al presidio sociale rappresentato per anni dai distributori per aprire la strada alla desertificazione delle aree di servizio. A questo punto chiederò la convocazione urgente della Consulta carburanti presso la Regione per intraprendere una serie di azioni di tutela: insieme al Governo bisogna risolvere l’annoso problema della concorrenza sleale nella cessione di carburante attraverso rete ed extrarete, ovvero tra distributori “storici” e “no logo”. Infine – conclude Daniela MARONI – chiederò la eliminazione del calendario della turnazione domenicale, che a questo punto, proliferando impianti self-service 24 ore su 24, non ha più senso, fatta eccezione per gli impianti a metano”. |
CALI CARBURANTI: IN SICILIA ARRIVA OBBLIGO COMPENSATORI— 29 Febbraio 2016Sulla nota questione dei cali carburante e della corrispondenza delle quantità vendute, se per il Governo «La questione dei cali carburanti non rappresenta un problema da un punto di vista fiscale, mentre da un punto di vista commerciale rientra nell’ambito dei rapporti contrattuali tra compagnie e gestori e per i consumatori il problema non si pone perché le cisterne sono interrate e quindi è molto ridotta la possibilità di erogare benzina “calda”» [si veda quel che ne abbiamo riferito su Figisc Anisa News N. 5 del 22 u.s.], la Regione Sicilia, invece, ci mette una propria pezza normativa. «I punti vendita carburanti dovranno dotarsi di compensatori automatici di volume» ne dà notizia STAFFETTA QUOTIDIANA «per far sì che i litri erogati corrispondano ai volumi a 15 gradi centigradi. È quanto prevede una norma inserita nella legge di bilancio della Regione Siciliana, legge che dovrebbe essere approvata definitivamente oggi pomeriggio. La disposizione riguarda quindi solo i punti vendita sul territorio siciliano ed è stata introdotta la scorsa settimana grazie a un emendamento del deputato regionale Giorgio CIACCIA del Movimento 5 Stelle. L’emendamento, presentato il 18 febbraio, è stato approvato con il parere favorevole della maggioranza di governo». Il testo dell’emendamento [51.8] è il seguente: <<Dopo il comma 4 dell’art. 51 è aggiunto il seguente comma: 5. Per le finalità di cui al comma 14 dell’art. 21 del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 è fatto obbligo alle aziende distributrici di carburante, nonché agli impianti di distribuzione di carburante ubicati nel territorio della regione, di installare apposito dispositivo di misurazione della temperatura e della pressione del carburante in fase di erogazione che permetta l’esatta quantizzazione del prezzo del prodotto venduto.>>
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