FAIB FEGICA E FIGISC/ANISA SU VENDITA TOTALERG

Comunicato del 16 gennaio 2017

La vendita di TOTALERG è l’ulteriore gravissimo passo verso la completa disgregazione di un settore strategico. Chiesto l’intervento del Governo per impedire conseguenze pesanti su approvvigionamenti, livelli occupazionali e presidio contro l’illegalità

Entro pochissimi giorni si chiuderanno i termini per la presentazione delle manifestazioni d’interesse all’acquisto di TOTALERG, dando praticamente il via alla fase conclusiva della vendita di una delle maggiori Compagnie petrolifere operanti in Italia.

É quanto si legge in un comunicato congiunto delle Organizzazioni di Categoria dei gestori, FAIB Confesercenti, FEGICA Cisl e FIGISC/ANISA Confcommercio.

Si tratta del nuovo ed ennesimo evento – prosegue la nota sindacale – che spinge un intero settore industriale e produttivo strategico per l’approvvigionamento energetico del Paese e per la mobilità dei suoi cittadini verso la più completa ed irrimediabile disgregazione.

Operazione che sancisce la chiusura di una tra le più importanti realtà industriali italiane e, al tempo stesso, fa seguire l’uscita dal nostro Paese di un’altra multinazionale del petrolio – la Total – a quelle già recentemente consumate o in via di realizzazione, come Shell ed Exxon Mobil.

Già solo questo dovrebbe consigliare se non costringere il Governo ed il Parlamento ad un intervento preventivo e deciso a tutela dell’interesse collettivo, sia in termini di investimenti che di sicurezza energetica, oltreché per difendere e tutelare migliaia di posti di lavoro, tra dipendenti aziendali, gestori e addetti alla distribuzione carburanti, che sono messi fatalmente a rischio, anche in considerazione della platea di soggetti che sembrano interessati all’acquisto con mire esclusivamente speculative.

Tuttavia, oltre alla politica un tale scenario dovrebbe principalmente preoccupare anche e forse soprattutto il resto del mondo industriale che, indipendentemente dal profilo commerciale e concorrenziale di TotalErg, dovrebbe aver imparato a proprie spese come i vuoti lasciati nella filiera da soggetti solidamente integrati, possono facilmente diventare terreno di coltura per quei già dilaganti comportamenti illegali o elusivi che con ogni evidenza fanno della distribuzione carburanti il settore maggiormente esposto ad una tale emergenza.

Alla luce di una tale analisi di scenario – conclude il comunicato congiunto – le Organizzazioni di Categoria dei gestori, stabilendo di mettere allo studio ogni possibile iniziativa, anche in coordinamento con i Sindacati dei lavoratori dipendenti, tesa a contrastare la realizzazione dei pericoli denunciati, oltreché a tutela dei diritti legittimamente rappresentati, hanno deciso di richiedere un incontro urgente al Ministro dello Sviluppo Economico.

Nota informativa
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