Interrogato in aula su quali provvedimenti il Governo intenda assumere nei confronti dei rapporti commerciali e contrattuali della categoria dei…
Copyright © 2014 – All Rights Reserved. Ispirato a kopatheme.com, personalizzato da Omnia Comunicazioni
DAL CONSIGLIO NAZIONALE FIGISC NUOVI INDIRIZZI DI LAVORO— 11 Maggio 2016
Convocati sin dall’11 aprile, si sono svolti a Napoli – con la cortese ospitalità della Confcommercio partenopea – venerdì 6 maggio i lavori del Consiglio Nazionale della FIGISC, che aveva all’ordine del giorno i seguenti punti: 1) Comunicazioni del Presidente; 2) Approvazione bilancio 2015; 3) Rapporti con le Compagnie Petrolifere; 4) Proposte di convenzioni a favore degli associati; 5) Varie ed Eventuali. I lavori sono stati aperti dal Vice Presidente Nazionale Vicario, Vincenzo MOSELLA, che ha voluto ringraziare anzitutto i Consiglieri per aver accolto l’invito a partecipare alla riunione in una sede inedita per la convocazione degli organicismi della Federazione, espressamente individuata per favorire un più intenso e significativo interscambio di conoscenze nel territorio. Il saluto della Confederazione è stato portato dal Presidente di ASCOM Napoli, Pietro RUSSO, che ha ampiamente sottolineato la tradizionale appartenenza della categoria al mondo del terziario rappresentato da CONFCOMMERCIO, soffermandosi inoltre sulla attenzione che meritano, a tutti i livelli di rappresentanza, le gravi ed urgenti problematichee dei gestori. In adempimento agli obblighi statutari ed all’ordine del giorno, l’Amministratore nazionale della Federazione, Antonino PEDÀ, ha proceduto alla presentazione del rendiconto della gestione del 2015, previamente esaminata dal Collegio dei Revisori dei conti, che è stato approvato all’unanimità. Il Presidente Nazionale, Maurizio MICHELI ha dettagliatamente esposto ai Consiglieri le conclusioni dei lavori svolti dal Comitato Tecnico [l’organismo designato dal Consiglio Nazionale del 18.11.2014 (si veda anche Figisc Anisa News N. 46 del 29.11. 2014)], riunitosi a sua volta a Roma il 13.04.2016 ed al cui dibattito hanno recato utili elementi documenti sia specifici che generali presentati da A. BARIONI [Segretario Regionale Piemonte], B. BEARZI [Vicepresidente nazionale] & ALTRI, nelle quali – come formalizzato dal verbale consegnato ai partecipanti -, è stata ravvisata da parte di tutti i suoi componenti l’estrema urgenza di impostare con la massima sollecitudine nuovi e più appropriati indirizzi di lavoro a fronte delle mutate ed urgenti esigenze delle gestioni, con l’obiettivo di individuare strategie sindacali in grado di ridare ruolo alla categoria e sostenibilità economica per le imprese. Tali indirizzi, largamente condivisibili nella sostanza e nel metodo, sono stati pertanto sottoposti al vaglio del Consiglio per ottenerne la sua approvazione. In tale contesto, il Presidente MICHELI ha precisato come le sentenze più recentemente pronunciate – si veda anche Figisc Anisa News N. 11 del 01.05.2016 – sia dal Tribunale di Milano [causa promossa dalle associazioni di categoria vs/ TAMOIL] che dal Tribunale di Napoli [vertenza che opponeva un gestore ancora vs/ TAMOIL in materia di vincoli di esclusiva] costituiscano un ulteriore stimolo – sia in negativo che in positivo – a riprova che è ormai ampiamente maturo il momento per una evoluzione complessiva del modo di pensare ed operare della rappresentanza associativa, sia con l’individuazione di percorsi inediti ed innovativi nella conduzione del confronto con le aziende petrolifere ed il settore e nel rapporto con le problematiche del «mercato», sia nel modo di rapportarsi alle diverse necessità delle imprese di gestione. Come sotteso nel verbale dei lavori del Consiglio «Lo spunto offerto da alcuni contributi di pensiero da tempo e più volte espressi ad esempio su Figisc Anisa News al processo di analisi dell’evoluzione del settore e delle conseguenze strettamente correlate che, a caduta libera, si ripercuotono sulla categoria, ed il pensiero espresso da coloro che siedono al Tavolo Tecnico, con i necessari distinguo, ma al tempo stesso con un coeso senso di responsabilità verso la base associativa, hanno suggerito la necessità di un sostegno di sperimentati legali nella individuazione di nuove tipologie contrattuali alternative alle attuali che, per i radicali cambiamenti strutturali in atto nel mercato e nella rete, dimostrano per molti aspetti la loro inadeguatezza, che diano attuazione reale alle disposizioni, finora non ottemperate, della stessa legge 27/2012». Da un tanto, secondo il Presidente, e nel più autentico interesse dei gestori e comunque dell’insieme delle figure professionali della rete, FIGISC si deve aprire ad una più ampia flessibilità sul piano della contrattualistica. Senza voler esaurire lo spettro di tale tematica, MICHELI ha relazionato i presenti sull’incontro svoltosi il 20 aprile con ASSOPETROLI, nel corso del quale si è proseguito il confronto sul contratto di commissione – peraltro precedentemente oggetto di condivisione a livello di schema contrattuale fra le parti sociali e depositato presso il Ministero dello Sviluppo Economico -, anche se si tratta di uno fra i diversi e vari strumenti contrattuali da percorrere. Nel merito dei rapporti con le aziende petrolifere, il Presidente ha relazionato i presenti sull’esito della riunione che il giorno 27 aprile si è tenuta con ENI, ed al riguardo ha sottolineato come il clima in cui si è svolto il confronto con i vertici dell’azienda abbia in qualche modo dato il polso delle possibili evoluzioni del processo negoziale. In sostanza, se da un lato dalle dichiarazioni rilasciate da ENI, in persona di Salvatore SARDO, è affiorata la volontà di dare senso compiuto alle politiche ed alle scelte aziendali poste a base dell’ultima intesa di colore [siglata il 19 dicembre 2014], imperniate sul ruolo e sulla centralità della figura del gestore, d’altro canto, come sembra verificarsi sul territorio a livello locale, emergono alcune preoccupanti contradditorietà da parte delle Aree commerciali che, nel recepimento delle direttive aziendali, invece, sembrano spingere e proporre ai gestori il ripescaggio di vecchie logiche commerciali – Iperself h24 – con tutto ciò che ne deriva sotto i profili sia contrattuali che economici: per l’ennesima volta, cioè, non vi è assonanza fra gli intenti ufficialmente palesati ed i comportamenti realizzati nel concreto, con un generale riflesso di incertezza – ed il discorso ovviamente non si limita al solo ambito ENI – e la sussistenza di condizioni di elevato rischio ad affidare la sostenibilità economica delle imprese di gestione e la stessa sussistenza di un ruolo della categoria esclusivamente alle transitorie e mutevoli politiche commerciali, o persino solo alle diverse sfumature di pensiero interne ai management aziendali, che rispondono necessariamente a logiche economico-finanziarie e societarie. Nel dibattito sulla questione ENI hanno portato il loro contributo il Consigliere Ivano CASOLO, che ha approfondito alcuni problemi specifici di natura generale e tecnica, ed i Vicepresidenti Paolo CASTELLANA e Luca SQUERI. La Vicepresidente Daniela MARONI, sottolineando l’opportunità della formulazione delle future linee di indirizzo politico e sindacale indicate dal Presidente e la loro assoluta corrispondenza con la sostanza delle proposte elaborate in sede di Comitato Tecnico, si è soffermata sullo stato delle trattative con la società ESSO, annunciando che per il giorno 13 maggio è stato calendarizzato un incontro per il rinnovo dell’accordo di colore, che – per alcuni contenuti economicamente penalizzanti già anticipati dall’azienda – si presenta estremamente critico. Il Vicepresidente Bruno BEARZI ha, a sua volta, ribadito la centralità della questione della contrattualistica innovativa, ritenuta fondamentale per lo sviluppo della futura attività sindacale della Federazione, sollecitando il conferimento alla Presidenza di uno specifico mandato del Consiglio per procedere speditamente alla istituzione dei necessari supporti legali e professionali da preporre allo studio ed alla stesura dei modelli contrattuali. Analoghi contributi al dibattito sono stati recati dagli interventi di Luigi BETTOLI e Graziano BOSSI [che ha auspicato per FIGISC ampia autonomia per intraprendere i percorsi e le azioni ritenute più consone alla difesa dei gestori]. La questione dei contratti, di tutte le forme di contratto, è apparsa, dunque, essenziale, unitamente alla necessità di aprire risolutamente il fronte su questo tema – chiedere l’applicazione della norma sulle nuove figure, capire che devono esistere più soluzioni e non una sola, perché altrimenti si condanna la categoria all’estinzione solo perché si ha «una sola idea di categoria» -, intesa come possibilità di dire/fare qualcosa che non siano solo le interminabili discussioni sui prezzi, la cui tendenza di mercato non cambierà, o sugli accordi che non vengono mai rispettati, o sulle liturgie dei «diritti» inefficaci. Sulla palesata volontà di trovare una chiave di svolta per uscire dallo stato di impasse che ha ingessato i rapporti ad esclusivo vantaggio delle controparti e sterilizzato la reale tutela dei gestori, in coerenza con le risultanze emerse dalla verifica condotta dal tavolo tecnico nazionale, come hanno ribadito gli interventi di tutti i Consiglieri che hanno presenziato ai lavori, il Presidente MICHELI ha ottenuto il plenario consenso del Consiglio Nazionale che gli ha conferito all’unanimità ampio mandato a proseguire, con tutti i supporti ritenuti necessari, per la concretizzazione degli intenti condivisi e deliberati. |
METÀ IMPIANTI A RISCHIO CHIUSURA: ALLARME DEI GESTORI CAMPANI— 11 Maggio 2016Riportiamo l’articolo comparso su IL MATTINO di Napoli in data 04.05.2016: «Le compagnie petrolifere puntano sempre di più sugli impianti self service localizzati al di fuori dei centri cittadini. Metà delle pompe è a rischio chiusura, e il perdurare di questa situazione potrebbe avere un impatto devastante sull’occupazione». A lanciare l’allarme è Vincenzo MOSELLA, il Vice Presidente Nazionale della FIGISC Confcommercio (la Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti), che anticipa uno dei temi oggetto del consiglio nazionale che si terrà a Napoli il 6 maggio prossimo presso la sede della Confcommercio Imprese per l’Italia della provincia di Napoli, presieduta da Pietro Russo. «A causare questa situazione – aggiunge MOSELLA – è il calo medio dei consumi e la risposta delle compagnie che va a penalizzare i gestori, rischiando di creare nuova disoccupazione». «Questa nuova tendenza del mercato italiano – sottolinea Maurizio MICHELI, numero uno della FIGISC Confcommercio – raggiunge cifre negative ancora più marcate in Campania e nelle zone economicamente più deboli del paese, dove si avvertono ancora di più i disagi per la fuoruscita dal settore distributivo di centinaia di operatori, costretti a lasciare gli impianti per mancanza di redditività generata dalle politiche aziendali delle compagnie petrolifere o per incompatibilità territoriale». «Sono sempre di più gli impianti costretti a chiudere. Negli ultimi 10 anni è stato erogato il 50% di carburante in meno», evidenzia Paolo UNITI, il Segretario Nazionale FIGISC Confcommercio. «Molti hanno risposto tagliando il personale, altri raddoppiando i turni pur di non chiudere. Ma si fatica a contenere le perdite». Su numerosi altri organi di stampa compaiono anche le dichiarazioni di solidarietà della FIGISC Nazionale [«Il settore messo in ginocchio dalle scelte dei colossi petroliferi: benzinai schiacciati dalle compagnie» – «Il Consiglio Nazionale della FIGISC-Confcommercio ha preso consapevolezza sul campo della grave situazione campana ed ha dato ampia disponibilità di supporto ai gestori delle pompe di benzina della regione. Nei prossimi mesi studieremo azioni di sensibilizzazione a livello nazionale»] e della CONFCOMMERCIO [«Siamo vicini alla categoria dei gestori campani» ha evidenziato Pietro RUSSO, Presidente della Confcommercio Imprese per l’Italia della provincia di Napoli, che ha ospitato il Consiglio «la Confcommercio napoletana è disponibile ad affiancare la Figisc in tutte le azioni da intraprendere allo scopo di tutelare la sopravvivenza delle attività sul territorio e dei posti di lavoro»]. |
BEARZI RICONFERMATO PRESIDENTE REGIONALE FRIULI VENEZIA GIULIA— 11 Maggio 2016Nella riunione del Comitato Regionale della FIGISC Friuli Venezia Giulia, che raggruppa le federazioni provinciali di Gorizia, Pordenone, Trieste ed Udine, tenutasi a Pordenone lunedì 2 maggio 2016, Bruno BEARZI, che ricopre anche la funzione di Vicepresidente Nazionale e Presidente provinciale di Udine, è stato riconfermato all’unanimità Presidente Regionale della Federazione. Come Vicepresidente Regionale è stato designato il collega Mario MILLO di Trieste. E del neopresidente BEARZI – tenuto conto delle specifiche problematiche della categoria in Friuli Venezia Giulia in relazione alla pesantissima concorrenza dei prezzi esercitata dalle contermini Austria e Slovenia – registriamo una prima presa di posizione resa ai media sulla questione della sostituzione del bollo auto con un corrispondente incremento delle accise sui carburanti. <<La proposta di Matteo RENZI volta ad abolire il bollo auto e di aumentare contestualmente le accise sui carburanti preoccupa FIGISC Confcommercio Friuli Venezia Giulia. Bruno BEARZI, capogruppo regionale dei distributori di carburanti, sottolinea che una simile prospettiva «cancellerebbe gli effetti positivi della legge sulla benzina agevolata, di cui beneficiano le casse della Regione, i cittadini e la categoria dei gestori degli impianti di distribuzione, altrimenti messa in ginocchio da un’insostenibile concorrenza di Austria e Slovenia». Partendo dalla stima di un gettito del bollo che si attesta tra i 5,9 e i 6,1 miliardi di euro, i conti tornerebbero per il paese con un incremento delle accise su benzina e diesel nell’ordine dei 15 cent/litro (tralasciando l’immancabile Iva a carico dell’accisa). In Friuli Venezia Giulia, le norme per il sostegno all’acquisto dei carburanti per autotrazione, con l’aggiunta di un’integrazione deliberata dalla Giunta Regionale, prevedono la riduzione del prezzo di 14 centesimi sulla benzina e di 9 centesimi sul gasolio, valori che salgono a 21 centesimi e 14 centesimi nei comuni della Fascia 1, quelli montani o parzialmente montani. «Facile comprendere che, con accise più alte, la virtuosità del provvedimento regionale verrebbe meno» conclude BEARZI facendo appello alla Presidente della Regione, SERRACCHIANI, nel suo ruolo anche di vicesegretario del PD, «a far valere le ragioni del Friuli Venezia Giulia».>> |
SU ENI & ALTRO: UN «TAGLIANDO ALLA RETE»— 11 Maggio 2016Il 27 aprile si è svolto un incontro tra ENI ed i rappresentanti di FAIB, FEGICA e FIGISC/ANISA, sia per la rete ordinaria che per quella autostradale. All’incontro è stato presente anche il capo della Divisione operativa di ENI che riguarda la rete, Salvatore SARDO. Commentando l’incontro [il commento sintetico della FIGISC è riportato nell’articolo di testa del presente numero], FEGICA, nella persona del suo Presidente, Roberto DI VINCENZO, ha scritto che «Così come, a volte può capitare che il confronto che si realizza attraverso il rituale di un incontro, invece di dare il senso stucchevole di una vuoto esercizio retorico, riesca davvero a tramutarsi in reciproco ascolto e preparazione dell’agire. È questo il caso a nostro avviso dell’appuntamento della scorsa settimana che ha riunito le delegazioni delle organizzazioni di categoria dei gestori ed il vertice della divisione commerciale ENI, guidato significativamente guidato per la prima volta e in prima persona dal capo della Divisione operativa …..I risultati positivi conseguiti nel corso del 2015 (in estrema sintesi, la netta inversione di tendenza del risultato economico aziendale, dopo anni di perdite consistenti, ed il recupero del ruolo di price maker in larga parte del Paese, dopo anni di inefficaci rincorse verso il basso di ogni altro concorrente) per effetto diretto dell’Accordo collettivo del dicembre 2014, hanno la assoluta necessità di essere sostenuti e consolidati con scelte coerenti… Chiusa l’epoca caratterizzata dall’ubriacatura di una strategia commerciale tutta incentrata sulla “macchinetta del self service”, considerata interlocutore unico e docile, per poter fronteggiare un “mercato” in rapido dissolvimento era necessario immaginare una politica di marketing che valorizzasse nuovamente gli assets industriali (con valori in caduta libera) e ricreasse le condizioni per recuperare margini operativi decenti. All’interno di questo solco ed in coerenza con una strategia di più ampio respiro è maturato l’Accordo del 2014: un Accordo di prospettiva condiviso con ENI che il vertice della stessa Azienda ha inteso riconfermare proprio nella riunione della scorsa settimana. Insomma: indietro non si torna e, questa, per la Categoria dei Gestori è certamente una buona notizia». Prosegue FEGICA osservando che: «È, in definitiva, anche per queste ragioni, che l’incontro con il vertice di eni è apparso assai produttivo: mettere definitivamente alle spalle un periodo di “scorciatoie” ed improvvisazioni, per ricostruire una relazione schietta e duratura appare il solo modo per reagire ad una situazione ancora particolarmente incerta e critica, in special modo per i Gestori. Naturalmente, è necessario fare seguire i fatti alle parole, a cominciare dal tentativo di recuperare l’occasione persa qualche mese fa nel segmento autostradale, arrivando concretamente e rapidamente alla sottoscrizione di un Accordo collettivo specifico (come confermato dall’eni durante il confronto), capace di dare un messaggio forte al resto del segmento, alla vigilia di un prevedibilmente complicato risveglio da un rinnovo degli affidamenti che si preannuncia né facile, né indolore. Molto è ancora da fare, ma oggi c’è una possibilità in più…». Il testo in pdf completo dell’intervento di Roberto DI VINCENZO è consultabile e scaricabile premendo con il mouse sul seguente titolo: Dal confronto con il vertice di Eni – Intervento Di Vincenzo FEGICA L’argomento è stato, in un contesto più complesso, ripreso da STAFFETTA QUOTIDIANA nell’articolo «Rete carburanti, urge un tagliando» che riproduciamo parzialmente [g.c.]: <<La “svolta” nei rapporti tra ENI e gestori, sottolineata dal leader della Fegica Roberto Di Vincenzo a valle dell’incontro del 27 aprile, ci dà l’occasione per fare il punto sulla rete carburanti e i suoi nodi principali: lo stato del market leader ENI e degli altri operatori, la questione autostrade, la razionalizzazione, i modelli contrattuali, il nero e la Borsa carburanti. Partiamo da ENI. Detto che per i rappresentanti dei gestori è sicuramente un segnale di attenzione e considerazione il fatto che si sia presentata all’incontro l’intera catena di comando, dal punto di vista dei numeri la politica di ENI non sembra cambiata rispetto a un anno fa. Anzi. Anche nel primo trimestre del 2016 la quota di mercato rete ha continuato a ridursi, scendendo sotto il 24% e allontanandosi ancora dalla fatidica quota 30, mentre le vendite in extrarete sono aumentate di quasi il 9% arrivando a 1,84 milioni di tonnellate. Segno di una preferenza “oggettiva” per i volumi purchessia rispetto alla “cura” della rete a marchio. Sul fronte prezzi, il divario tra self e servito non ha fatto che aumentare: dai quasi 9 centesimi al litro della primavera 2015 si è passati in estate a 10, poi a 11-12 tra l’autunno e l’inverno, per salire negli ultimi due mesi intorno ai 14 centesimi (elaborazioni Staffetta su dati Osservaprezzi). Si privilegia dunque l’extrarete alla rete e il self (Iper h24?) al servito. Dal punto di vista dell’automobilista, un sovrapprezzo medio di 14 centesimi è eccessivo, anche se, come gestore, mi presento in smoking e guanti bianchi. La concorrenza intanto punta sull’efficienza: TOTALERG prosegue con successo la cura dimagrante e ha messo a segno risultati interessanti, API è tornata all’utile, ENERCOOP ha proseguito la propria espansione arrivando a erogati medi monstre, pari a dieci volte l’erogato medio nazionale. Sulla questione autostrade, a un anno dall’approvazione dell’atto di indirizzo che avrebbe dovuto stabilire i criteri per rianimare un settore in stato comatoso, si attendono, senza soverchie speranze i bandi di giugno, mentre gestori e compagnie tratteranno sui margini. Con la speranza di non vedere royalty fuori mercato come fu una decina di anni fa, e di permettere agli automobilisti di tornare a fare il pieno in autostrada, non più terrorizzati da un differenziale che si avvicina sempre più ai 20 centesimi al litro. E a proposito di ristrutturazione, è passato poco più di un anno dall’accordo unitario sulla razionalizzazione firmato il 15 aprile del 2015 da (quasi) tutte le articolazioni della filiera. L’anniversario arriva forse nel momento più difficile per il ddl Concorrenza, arenato in Senato tra la pressione delle lobby e le imminenti elezioni amministrative di inizio giugno. Notevoli sono stati invece, negli ultimi dodici mesi, i passi avanti sulla questione dell’illegalità, di cui si è parlato anche nell’incontro del 27. Dopo le prime denunce pubblicate sulla Staffetta un anno fa tutto il settore si è mobilitato, anche chi in un primo tempo aveva sottovalutato l’entità del problema. Problema che nel frattempo ha continuato a espandersi. “Altro giro, altra corsa” invece per la questione della Borsa carburanti. Il possibile rinvio (l’avvio della piattaforma era previsto per la prima metà del 2016) segnala una volta di più i limiti intrinseci dell’iniziativa originaria del legislatore. Sul fronte dei nuovi modelli contrattuali, lo scorso settembre le associazioni dei gestori avevano posto questo problema come prioritario. Da allora poco o nulla è successo….>> |
INFORMAZIONE & PROMOZIONE: NOLEGGI A LUNGO TERMINE— 11 Maggio 2016Noleggio a lungo termine: numeri in forte crescita nel 2015 Delle 192.000 nuove immatricolazioni registrate lo scorso anno, più di 30.000 provengono da società di noleggio a lungo termine, a conferma del fatto che il servizio di locazione auto è in forte aumento. Dai dati resi noti dall’ANIASA, l’Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici di Confindustria, emerge che quasi un terzo dei 30 miliardi di euro spesi nel 2015 per l’acquisto di autoveicoli è stato investito da società che offrono servizi di noleggio a breve e lungo termine. Si tratta di realtà, come vaianoleggio.it che ha sede a Mantova, sempre più diffuse sul territorio che, a fronte di un canone fisso mensile, mettono a disposizione auto nuove e personalizzate secondo le esigenze del cliente. Un servizio, quello della locazione delle autovetture, nato alcuni anni fa e rivolto principalmente alle aziende che richiedevano veicoli commerciali e auto istituzionali sempre efficienti, ma che ultimamente sta riscuotendo un notevole successo anche tra i privati. Nel 2015, 8.000 italiani non possessori di partita IVA hanno scelto di utilizzare il noleggio long term invece che acquistare un’auto, usufruendo delle agevolazioni fiscali previste dalla legge e dei vantaggi di una rata “tutto incluso”. Il canone del noleggio, infatti, comprende le spese di gestione (bollo, assicurazione, ecc) e di manutenzione del veicolo, oltre a una serie di servizi accessori personalizzabili. Si parla addirittura di 2 immatricolazioni su 100 fatte passando dalla proprietà al noleggio: dati che danno sempre più l’idea di come questa nuova opzione sia un vero e proprio fenomeno sociale. Per quanto riguarda le imprese, invece, dalla ricerca “Flotte Aziendali 2016”, promossa da Top Thousand, l’Osservatorio sulla mobilità aziendale, emergono dati ancor più incoraggianti. Quasi 9 veicoli su 10 sono oggetto di contratti di noleggio a lungo termine: i vantaggi di detraibilità e deducibilità fiscale e i numerosi servizi compresi nel canone stanno indirizzando sempre più aziende ad affidarsi a soluzioni di locazione per ampliare le proprie flotte.
|
VIA IL BOLLO, SU LE ACCISE: PESSIMA IDEA !— 11 Maggio 2016Sul fronte della fiscalità sui carburanti [che nel periodo dicembre 2011 – aprile 2016 è già stata più elevata mediamente di 23÷24 centesimi/litro rispetto alla media U.E.] scoppia la grana di aumentare le accise sui carburanti per cancellare il bollo auto: «Non è una cattiva idea», ha detto la settimana scorsa il premier Matteo RENZI «Ne avevamo già discusso: è un’idea intelligente dal punto di vista della utilità concreta per i cittadini perché in questo caso pagherebbe soltanto chi usa, chi consuma e quindi chi inquina e non necessariamente tutti». La notizia è stata ripresa da QUOTIDIANO ENERGIA, che così [g.c.] tratta l’argomento: <<Per fare chiarezza può essere utile fare qualche calcolo, partendo dalla stima di un gettito del bollo che si attesta tra i 5,9 e i 6,1 miliardi di euro e che per essere rimpiazzato necessiterebbe di un aumento delle accise su benzina e diesel nell’ordine dei 15 cent/litro (tralasciando l’immancabile Iva sull’accisa). Quale sarebbe quindi l’effetto concreto di una manovra di questo tipo? Osserviamolo prendendo come riferimento il caso della Lombardia. Iniziamo con un’utilitaria (guidata prevalentemente in città) a benzina di piccola cilindrata da 70 cv (51,5 kW), che secondo il tool di calcolo dell’Agenzia delle Entrate paga adesso poco più di 130 euro di bollo. Se si passasse al nuovo regime di imposta, ipotizzando un consumo nell’ordine dei 14 km/l, con una percorrenza annua di 10.000 km il proprietario si troverebbe a pagare 110 euro, che salirebbero però a 214 euro se i km percorsi fossero il doppio. Un’auto media cosiddetta segmento c) con un motore diesel da 110 cv (81 kW) in grado di percorrere nel misto circa 18 km/l, che paga ora 210 euro di bollo, con le nuove accise andrebbe a “costare” invece al proprietario 170 euro nel caso di una percorrenza annua di 20.000 km, ma poco più di 250 euro se i km fossero 30.000. Veniamo infine al “classico” Suv di lusso con un propulsore diesel da oltre 250 cv, il cui bollo costa al momento poco più di 610 euro. Considerando un consumo reale medio che complici potenza e peso può scendere anche intorno ai 10 km/l, il proprietario sarebbe quello che dei tre presi in esame registrerebbe il risparmio più evidente, finendo per pagare con l’ipotetico nuovo regime 300 euro nel caso di una percorrenza annua di 20.000 km e 450 euro con 30.000 km. I numeri, come sottolinea oggi anche la CGIA di Mestre, rilevano quindi che non sarebbero solo le persone che usano meno l’auto ad avere i benefici più evidenti da questa proposta, ma anche i possessori di auto di grossa cilindrata, con una penalizzazione invece per le vetture piccole e medie con elevate percorrenze. A maggior ragione se si tratta poi di veicoli più vecchi e meno efficienti. Non si può non ricordare, infine, che già oggi quando si fa rifornimento circa il 70% della spesa finisce al fisco.>> Su STAFFETTA QUOTIDIANA si registra la posizione di UNIONE PETROLIFERA, decisamente negativa sulla eventuale adozione di un tale provvedimento: <<L’ipotesi di abolire il bollo auto sostituendo il gettito con un aumento delle accise sui carburanti dell’ordine di 15-16 centesimi al litro “è poco opportuna”, dal momento che il carico fiscale sui carburanti in Italia “è tra i più alti in Europa”. È quanto sottolinea l’Unione petrolifera, interpellata dall’Ansa in merito all’ipotesi su cui si è detto d’accordo il premier Matteo Renzi. L’UP fa infatti notare che il peso percentuale del fisco “per la benzina sfiora il 69% mentre per il gasolio il 67%, a fronte di un prezzo industriale (al netto delle tasse) ormai da diverse settimane inferiore alla media europea (il gasolio è da 13 settimane sotto la media, mentre la benzina da 5). Oggi lo stacco fiscale con il resto d’Europa si attesta intorno ai 12 centesimi al litro per la benzina e vicino ai 19 centesimi per il gasolio”. La cancellazione del bollo auto compensata dall’aumento dell’accisa sui carburanti “rischia di essere un ennesimo gioco delle tre carte particolarmente salato per cittadini e imprese che non possono fare a meno dell’uso degli autoveicoli per svolgere il proprio lavoro”: questo il commento del vice presidente di Confcommercio Paolo Uggè in merito alla proposta di abolire il bollo auto con l’aumento delle accise sui carburanti. “Non ci si può dimenticare, infatti – prosegue Uggè in una nota – che il livello dell’accisa in Italia è già tra i più elevati in Europa e che se c’è da fare un intervento su di esso, per riallinearci alle condizioni competitive dei nostri partner, non è certo aumentandolo. Peraltro, per alcuni grandi utilizzatori di gasolio, come le imprese di trasporto pubblico locale, la disposizione genererebbe un pesante danno che si tradurrebbe inevitabilmente in un aggravio per gli utenti del servizio o in una partita di giro per le casse dello Stato, se chiamate a rispondere in ultima istanza ai maggiori oneri. Non ci resta che sperare che la proposta resti soltanto una battuta nell’ormai avviata campagna di primavera”.>> |
VENDITE MENSILI 2015 NELLE REGIONI E PROVINCE— 11 Maggio 2016A completamento del N. 56 di NEWSLETTER VENDITE ANNO 2015 SU 2014 E 2008 REGIONI E PROVINCE del 27.04.2016 [si veda anche FIGISC ANISA NEWS N. 11 del 01.05.2016], FIGISC ANISA, sulla base di quanto pubblicato ufficialmente dal MISE DGERM, ha predisposto una ulteriore elaborazione che espone i dati delle vendite dell’intero anno 2015 suddivisi per singole mensilità nel dettaglio di tutte le regioni e singole province. L’elaborato – articolato su quindici capitoli -, infatti, espone le vendite mensili relativi ai singoli prodotti benzina e gasolio ed ai due prodotti sommati sia distintamente per la rete ordinaria e per quella autostradale, sia per il circuito extrarete, e per il prodotto gpl autotrazione distintamente tra rete ed extrarete [e somma dei due circuiti], con riferimento sia alla situazione generale Italia che dettagliatamente a quella delle singole regioni e poi delle singole province. Oltre ai dati analitici [Capitolo 1 e Capitoli da 3 a 15], il Capitolo 2 espone alcune statistiche descrittive grafiche che riguardano le quote percentuali mensili sul totale vendite annuo Italia per prodotti, reti e circuiti, e, per la rete autostradale specificatamente, anche quelle del traffico veicolare. Le vendite sommate di benzina, gasolio e gpl [i carburanti petroliferi] sono pari nell’intero 2015 a 40.867,5 milioni di litri, di cui il 60,83 % – pari a 24.860,2 milioni di litri [7.928,7 di benzina, 15.427,3 di gasolio e 1.504,2 di gpl] – per il circuito rete [ordinaria ed autostradale] e di cui il 39,17 % – pari a 16.007,3 milioni di litri [2.429,5 di benzina, 12.086,4 di gasolio e 1.491,4 di gpl] – per il circuito extrarete. Le vendite totali di benzina sono attribuibili per il 76,5 % al circuito rete e per il 23,5 % a quello extrarete, le vendite totali di gasolio vanno al 56,1 % al circuito rete e per il 43,9 % a quello extrarete, infine per il gpl il 50,2 % è assegnato alla rete ed il 49,8 % all’extrarete. Quote che sono meramente nominali, in quanto le vendite di prodotto in extrarete ritornano sulla rete nel circuito degli operatori indipendenti per un quantitativo stimabile in circa 6÷7 miliardi di litri tra i tre prodotti. Nel circuito rete – al netto di quanto appena più sopra precisato – le vendite sommate di benzina e gasolio [21.806,0 milioni di litri] che riguardano la rete ordinaria sono pari al 92,9 % del totale [il 96,0 % delle vendite di benzina (7.614,1 milioni di litri) ed il 91,3 % di quelle di gasolio (14.091,9 milioni di litri)], contro un 7,1 % della rete autostradale [1.650,1 milioni di litri], che vende solo il 4,0 % della benzina totale [314,7 milioni di litri] e l’8,7 % del gasolio totale [1.335,4 milioni di litri]. I consumi complessivi sommati in rete ed extrarete dei tre prodotti considerati [benzina, gasolio e gpl] sono ripartiti in corso dell’anno in maniera abbastanza uniforme, con un picco massimo del 9,52 % in luglio ed uno minimo del 7,33 % in febbraio [mese più breve], mentre per gli altri mesi si registra un 7,60 % per gennaio, un 8,27 % per marzo, un 8,53 % per aprile, un 8,22 % per maggio, un 8,70 % per giugno, un 8,02 % per agosto, un 8,50 % per settembre, un 8,57 % per ottobre, un 8,01 % per novembre ed infine un 8,72 % per dicembre. Le quote percentuali mensili di vendite in rete, tra rete ordinaria e rete autostradale, risultano più elevate nella rete ordinaria rispetto a quella autostradale nel primo e nel quarto trimestre dell’anno, e più ridotte nel semestre aprile – settembre con punte di spread massime nel mese di agosto [11,03 % in autostrada contro 8,05 % in rete ordinaria] e luglio [11,06 % in autostrada contro 9,51 % in rete ordinaria]. Agosto e luglio sono anche i mesi in cui si registra il picco dei volumi di traffico – secondo i dati mensili AISCAT – con, rispettivamente, il 10,52 % ed il 10,35 % sul traffico totale annuo del 2015. Per consultare e scaricare integralmente il testo dell’elaborato in pdf basta cliccare col mouse sul seguente titolo: NEWSLETTER VENDITE 067 ANNO 2015 DATI REGIONALI E PROVINCIALI MENSILI |
INFORMAZIONE & PROMOZIONE: INTERVISTA A RENT4YOU— 11 Maggio 2016NOLEGGIO A LUNGO TERMINE – INTERVISTA A SERGIO PANAROTTO DI RENT4YOU Nel primo semestre del 2015 le società di noleggio a lungo termine hanno registrato un aumento di fatturato dell’1,9%. Una crescita importante, segno di un interesse sempre maggiore verso la locazione dei veicoli, sia da parte dei privati che delle aziende. Abbiamo analizzato i numeri di questo successo con Sergio PANAROTTO, Socio ed Amministratore di Rent4You società di noleggio a lungo termine sita nella splendida città di Verona. Quali sono le vetture più noleggiate in Italia? I clienti prediligono automobili di piccola cilindrata, facili da guidare anche in città e dai consumi ridotti. Le più richieste con il noleggio a lungo termine sono quelle della gamma Fiat: Panda, 500 L, 500 e 500 X. Tra le italiane troviamo anche la Giulietta della Alfa e la Ypsilon del gruppo Lancia. Per quanto riguarda le case automobilistiche straniere, vanno molto la Ford Focus, la Peugeot 308, la Golf della Volkswagen e la Opel Corsa. I clienti, quindi, si dimostrano attenti nella scelta di veicoli con basse emissioni e alimentazioni con minore impatto ambientale? Le aziende che si affidano al servizio di noleggio sono molto attente ai costi dei consumi delle vetture. Prediligono modelli a metano o GPL e vetture ibride, e anche il settore delle auto elettriche sta registrando una forte crescita. È meglio affidarsi, per il noleggio di un’auto, alle grandi catene del noleggio a lungo termine o puntare sulle realtà più piccole, presenti sul territorio? I grandi operatori leader come leaseplan o Arval possono offrire, rispetto alle piccole realtà locali, canoni di locazione auto più bassi e un servizio standardizzato su tutto il territorio nazionale. Riescono inoltre a garantire la copertura dei loro servizi anche in molti paesi europei, dove sono presenti direttamente o tramite convenzioni. I piccoli, invece, offrono una copertura commerciale e servizi di assistenza ai veicoli in territori circoscritti, ma possono offrire numerose personalizzazioni sia per quanto riguarda l’allestimento del veicolo che gli optional del contratto, con un costo davvero proporzionato. Quali sono i vantaggi effettivi per le aziende? Imprese e liberi professionisti che scelgono di ampliare il proprio parco auto usufruendo di contratti di noleggio a lungo termine possono beneficiare di numerosi vantaggi: – costi fissi e predeterminati – nessun immobilizzo di capitale – nessun esborso immediato, nessuna maxi rata finale – pacchetto all inclusive, con tutti i servizi necessari per la mobilità compresi in un unico canone mensile predeterminato. I contratti di locazione, inoltre, sollevano il cliente dal problema della svalutazione dell’auto. Senza contare, poi, gli sgravi fiscali e le agevolazioni dal punto di vista di deducibilità e detraibilità dei costi. Il noleggio è un’opzione conveniente solo per le auto o può essere una soluzione economicamente vantaggiosa anche per altri tipi di beni? Oltre alle vetture, oggi la maggior parte delle società di noleggio offre ai propri clienti anche veicoli commerciali fino a 35 quintali di portata, e alcune realtà si stanno orientando al noleggio di motocicli di varia cilindrata. La praticità di soluzioni a canone mensile è sicuramente un aspetto molto vantaggioso per la mobilità delle piccole e medie imprese così come dei privati. Da alcuni anni, infatti, anche chi non ha la partita IVA può prendere un’auto a noleggio. Quali sono i vantaggi effettivi che spingono i cittadini a questa scelta? Sempre più privati decidono di non acquistare un’auto, ma di rivolgersi alle società di noleggio a lungo termine per scegliere la vettura più idonea alle loro esigenze. Ciò comporta notevoli vantaggi: in primis i costi certi e pianificabili. Nella rata di noleggio sono compresi l’assicurazione e i servizi minimi per garantire la mobilità quotidiana. Un bel risparmio, nel lungo periodo, se pensiamo che con la locazione non è previsto nessun immobilizzo di capitale: il canone mensile, infatti, comprende anche l’intero finanziamento del veicolo, che al termine del contratto può essere acquistato a un prezzo vantaggioso o sostituito con un altro. Rent4You assicura un efficiente servizio di consulenza su tutti i processi di ottimizzazione, con un Customer Service dedicato pronto a rispondere a qualsiasi necessità, che svincola il cliente dalla noiosa gestione delle pratiche amministrative. A tutto beneficio delle famiglie, poi, ci sono anche altri servizi come l’azzeramento dei costi di ordinaria e straordinaria manutenzione dell’automobile (a carico del noleggiatore). Tra i servizi che offre la vostra azienda c’è anche la Formula Permuta: in che cosa consiste? Rent4You ha pensato a una soluzione che possa liberare dal pensiero di non riuscire a vendere la propria auto usata, prima di passare al noleggio. Qualsiasi veicolo potrà infatti essere dato in permuta per abbassare il canone mensile. Il prodotto Formula Permuta offre la possibilità di ritirare la vettura usata anche se ha molti chilometri (max 300.000) e un’anzianità fino a 10 anni. Il valore della permuta potrà poi essere utilizzato, tutto o in parte, come anticipo, riducendo sensibilmente il valore del canone. È possibile acquistare il veicolo al termine del noleggio? Si, a fine locazione il cliente ha la possibilità di acquistare il veicolo con una semplice richiesta alla società di noleggio, che ne quantifica il prezzo. La vettura viene così ceduta con 1 anno di garanzia. Quali sono i servizi accessori più richiesti da parte di chi noleggia un’auto a lungo termine? Sempre più clienti chiedono di inserire nel canone mensile alcuni servizi collegati al noleggio della vettura: quelli tradizionali sono l’immatricolazione e messa in strada, la copertura assicurativa (RCA, Kasko e assicurazione del conducente), la polizza cristalli e la copertura legale. Ce ne sono, poi, altri pensati ad hoc per chi percorre parecchi chilometri: – cambio gomme invernali ed estive – manutenzioni ordinarie (tagliandi, revisioni, ecc.) – manutenzioni straordinarie – card carburante Inoltre, chi vuole viaggiare in totale sicurezza, è solito richiedere l’inserimento nella polizza del soccorso stradale e del veicolo sostitutivo, per non restare mai a piedi. Cosa vede nel futuro del noleggio a lungo termine? Il noleggio a lungo termine continuerà a intaccare il mercato legato alla proprietà, facendo apprezzare i suoi servizi a una clientela sempre più ampia ed esigente. Il target di riferimento per le società di noleggio sarà sempre più quello dei privati, ai quali ci si sta rivolgendo con prodotti ad hoc. Notevole, poi, sarà la crescita di interesse da parte delle aziende per quanto riguarda il noleggio di veicoli commerciali, soprattutto quelli allestiti, che ben rispondo alle esigenze lavorative con pacchetti davvero vantaggiosi. |